Torre Guaceto, il progetto di ampliamento dell'area protetta

giovedì 12 settembre 2019

Nelle ultime ore si è tenuto il workshop “Modelli di governance e misure di conservazione della Zona Speciale di Conservazione di Torre Guaceto”. Il Consorzio di Gestione della Riserva ha organizzato l’incontro aperto a tutti affinché gli stakeholders locali, i cittadini residenti nei territori interessati dall’istituzione della ZSC e le associazioni del posto venissero ben informati circa l’ampliamento di area protetta e, in secondo luogo, per dare il via ai lavori per la redazione condivisa del piano di gestione della stessa ZSC Torre Guaceto Macchia San Giovanni. Un piccolo passo indietro, dopo anni di lavoro e ricerca, nelle ultime settimane, è nata la ZSC che, a mare, va dalla costa di Brindisi con Punta Patedda e finisce a nord, nel territorio di Ostuni, con Diana Marina, mentre a terra riguarda una fascia di territorio esterno alla Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto e sita in località Punta Penna Grossa. In vista e con l’auspicio dell’importante risultato raggiunto, già nel 2016, il Consorzio aveva aderito al progetto europeo Interreg Mediterrean “Amare”, responsabile Simonetta Fraschetti dell’Università Federico II, che vede la partecipazione di una decina di partner mediterranei e di cui, per l’Italia, oltre all’ente di gestione di Torre Guaceto, fanno parte anche il Consorzio nazionale interuniversitario per le Scienze del Mare, Conisma, il Centro Euro-Mediterraneo di studio sui cambiamenti climatici, CMCC, e il Consiglio nazionale delle ricerche nell’ambito delle Scienze marine, CNR-ISMAR.

Obiettivo principale di “Amare”, che si chiuderà il prossimo dicembre, è lo sviluppo di una visione comune alle diverse Istituzioni di gestione dello spazio marino. In tale ambito, nel 2016, il Conisma ha ripreso lo studio scientifico del Sito di Importanza Comunitaria Torre Guaceto Macchia San Giovanni, oggi evoluitosi nella ZSC, e dell’AMP tutta. Dall’attività di monitoraggio è emerso che habitat importanti come la Posidonia oceanica, in regressione lungo tutta la costa, sembrano essere meglio conservati all’interno dell’area protetta. L’ampliamento dell’area gestita dal Consorzio consentirà, quindi, di rafforzare considerevolmente la protezione di questo habitat e del Coralligeno. Oggi, infatti, in assenza di strumenti giuridici per la protezione e la conservazione di tali entità, solo la presenza di un’AMP rende possibile la loro tutela. Quindi, studiata l’area, istituita la ZSC ed assunta la gestione, il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto si è messo al lavoro per lo sviluppo della governance da applicare alla vasta zona. I lavori sono partiti con la convocazione degli enti scientifici coinvolti in “Amare” e con l’invito alla partecipazione al workshop diretto al coinvolgimento delle realtà locali.

Nel corso del fruttuoso incontro, è emersa con forza la necessità di un sostanziale aumento dei controlli da parte delle forze dell’Ordine nell’area marina che interessa tanto la ZSC, quanto l’AMP di Torre Guaceto, ai fini della lotta alla pesca di frodo. Ma non solo, è venuto fuori anche il bisogno della messa in campo di risorse per l’informazione degli utenti finali e degli operatori economici circa le peculiarità della ZSC ai fini della loro sensibilizzazione sul fronte del rispetto dell’area. “La partecipazione degli esperti scientifici e dei cittadini al workshop è stata notevole e sono stati numerosi gli spunti di riflessione offerti al Consorzio da chi vi ha preso parte, ragione per la quale ringraziamo quanti sono intervenuti – ha commentato il presidente dell’ente di gestione di Torre Guaceto, Corrado Tarantino -, Ora non rimane che rimboccarci le maniche e prepararci alla gestione della Zona speciale ampia quasi 8mila ettari”.

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