Il Guna Beach non sara demolito: il Tar sospende l’ordinanza del Comune di Brindisi
Il Tribunale ha accolto la richiesta di sospensiva formulata dai difensori delle società del lido Guna Beach, gli avvocati Anna Maria Ciardo e Daniele Montinaro
Con tre ordinanze pubblicate in data 10.06.26, il TAR Puglia - Lecce, Prima Sezione, (Pres. Esternsore Dott. Pasca e per una Estensore Dott. Cucchiara), ha sospeso l'ordinanza n. 121 del 04.03.26 del Comune di Brindisi che prevedeva la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi per il noto e storico stabilimento balneare Guna Beach sito in Brindisi località Apani. La corposa ordinanza, corredata da altrettanto corposa relazione tecnica, era stata notificata a tre società titolari di proprietà privata e concessione demaniale che gestiscono il lido ed i servizi.
Oltre al Comune di Brindisi costituitosi con ben quattro avvocati (Avv. Emanuela Guarini, Avv. Mario Marino Guadalutpi, Avv. Antonio Manigrasso ed Avv. Monica Canepa) ed al Ministero dell'Economia costituitosi con l'Avvocatura di Stato, si è costituito in giudizio anche il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto con l'Avv. Giacomo Ciullo.
In seguito ad una accesa Camera di Consiglio tenutasi all'udienza del 09.06.26 dove gli Avvocati hanno avuto modo di esplicitare le contestazioni e le difese, il Tribunale ha accolto la richiesta di sospensiva formulata dai fidensori delle società del lido Guna Beach, gli avvocati Anna Maria Ciardo e Daniele Montinaro, ed ha fissato l'udienza per la discussione del merito al 25.11.26.
Soddisfazione da parte del legali Avv.ti Ciardo e Montinaro: "Siamo molto soddisfatti, il Guna Beach è un esempio di imprenditoria seria e rispettosa dell'ambiente e di ogni prescrizione impartita dalle amministrazioni competenti. Contribuisce da anni oramai alla pulizia di tutto il territorio interessato - prima abbandonato dalle amministrazioni - ed a creare lavoro per moltissimi giovani e non, rappresentando un modello di gestione per tutto il salento. Purtroppo da anni subisce inspiegabilmente un accanimento ingiustificato ed immotivato che trova per fortuna puntuale rimedio innanzi ai Tribunali. Certo è che tale accanimento dovrà certamente essere accertato e chiarito nelle più opportune sedi affinchè si possa trovare anche una spiegazione ed un giusto risarcimento degli ingenti danni che le società ed i gestori hanno subito e continuano a subire."
