Teatro Brindisi 

Intervento. Teatro Verdi, Rizziello: “Qualcuno deve farsene carico”

Di seguito l'intervento di un cittadino, Angelo Rizziello, sulle problematiche che attanaglia il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Dalla assenza, ad oggi, della stagione 2016-2017 e degli eccessivi cost...

Di seguito l'intervento di un cittadino, Angelo Rizziello, sulle problematiche che attanaglia il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Dalla assenza, ad oggi, della stagione 2016-2017 e degli eccessivi costi che gravano sulla Fondazione. “Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”. Lo affermava Victor Hugo e aveva ragione.  In un’epoca in cui le sale cinematografiche sono state soppiantate da anonime e rumorose multisala, in cui i piccoli cinema d’essai sono ormai primordiali, dove è il contorno che conta, fast food e sala giochi, e non il grande schermo, rischiamo di perdere uno dei luoghi in cui lo spettacolo va in scena ogni sera ma è sempre diverso, perché è il pubblico a esserlo.  Parlo di quel luogo dove lo spettacolo non lo fa solo l’attore ma anche la persona comune che nel buio sussulta, sorride, si commuove come se anche lui fosse lì a calcare il palcoscenico. Brindisi rischia di perdere un teatro, anzi Il Teatro che non è solo un luogo in cui arte e artificio si intrecciano ma dove storia, bellezza, armonie architettoniche fanno il resto. Dove i giovani si ritrovano con progetti scolastici, dove tutto è sinfonia. Perché al Nuovo Teatro Verdi non risuonano solo le battute degli attori ma anche la musica dei solisti o delle orchestre poste in quello spazio definito golfo mistico, perché racchiude in sé quanto più di spirituale possa essere prodotto dall’uomo, la musica, l’arte in tutte le sue espressioni.  Non starò qui a riassumere la storia di un luogo di cultura che potete andare a consultare nel sito della Fondazione (http://www.fondazionenuovoteatroverdi.it), quindi di Vecchio o Nuovo teatro o del sito archeologico. Il mio intervento mira a ricordare ai cittadini di questa città e soprattutto a coloro che a teatro non ci vanno mai o di rado perché preferiscono fare altro, che il Verdi è simbolo di una società informata e formata con uno sguardo rivolto al bello, alla cultura, all’armonia, a un’opera architettonica progettata con ampio respiro.  Non occorrono tante parole, e di citazioni sul teatro ne troveremmo a centinaia, proprio come quella con cui ho esordito in questo breve intervento.  È il teatro, non solo il nostro, un indicatore della crescita socio-culturale ed economica di una comunità? Sì,perché luogo in cui uomini e donne mettono in scena quella che è la vita, uno spazio in cui a volte, come afferma Stanislaw Jerzy Lec, si può capire quale ruolo si è svolto solo uscendo di scena.  E spetterà alla comunità tutta non uscirne definitivamente, assumendosene l’onere economico ragionevolmente ridotto?  La risposta a chi, questa magia, la ama veramente. Angelo Rizziello  

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«Il mio corpo è un’opera d’arte». È questo il titolo dello spettacolo in scena nel Nuovo Teatro Verdi di Brindisi venerdì 15 aprile - sipario ore 19 - con protagonisti i ragazzi del centro socio-educativo-riabilitativo «Oltre l’Orizzonte» e del «Centro di Aggregazione Giovanile», servizio gestito dalle cooperative sociali «Amani» e «Solidarietà e Rinnovamento»