Scuola 

Scuola, le polemiche sulle superiori non in presenza. Giannone: “Un grave danno”

PUGLIA - Continuano le polemiche sul prolungamento della chiusura delle scuole superiori, con alcune deroghe. "Il presidente Emiliano sta distruggendo il futuro dei nostri ragazzi, far slittare ...

PUGLIA - Continuano le polemiche sul prolungamento della chiusura delle scuole superiori, con alcune deroghe. "Il presidente Emiliano sta distruggendo il futuro dei nostri ragazzi, far slittare l'apertura delle superiori e lasciarle in didattica a distanza al 100%, ed elementari e medie su richiesta, è vergognoso, la scuola deve essere interesse di tutti, a maggior ragione se parliamo di governatori di maggioranza che dichiarano di appoggiare il Governo ma poi nei fatti fanno l'opposto, probabilmente per mettere una pezza sulle proprie incapacità di gestione del territorio, penso al caos dei trasporti!". È contraria alla didattica a distanza la deputata pugliese Veronica Giannone componente della commissione infanzia e adolescenza, che ha commentato così l'ultima ordinanza del Presidente della Regione Puglia Emiliano, che non farà rientrare gli studenti in presenza fino al 23 gennaio con le deroghe per ragazzi più fragili, per i laboratori e per le famiglie che vogliono mandare i figli a scuola. "La Ministra Azzolina, continua, dati dell' Iss alla mano, ha affermato che solo il 2% dei focolai Covid sono scoppiati negli istituti scolastici. Ha anche previsto che almeno il 50% degli studenti delle superiori dovevano rientrare in presenza da gennaio. Emiliano non solo non ascolta il Governo, ma ignora anche le proteste degli studenti che solo pochi giorni fa sono scesi in piazza perché vogliono tornare in classe. Dopo che per un anno intero di pandemia i bambini e i ragazzi , conclude la deputata, hanno subito le decisioni degli adulti, é arrivato il momento quindi di dire basta. Anche perché sono certa che dopo il 23 gennaio ci sarà una nuova ordinanza, e dopo un'altra ancora, insomma quando torneranno davvero in classe? Probabilmente direttamente a settembre. Chiederò personalmente la condivisione di tutti i dati che hanno motivato la decisione regionale, e mi auguro che sempre più famiglie si rendano conto dell'enorme danno che si sta facendo ai ragazzi e si oppongano a queste scelte scellerate".

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