Politica San Vito dei Normanni 

La battaglia contro il racket a San Vito dei Normanni, la resistenza sociale contro la SCU e i 30 anni dell’associazione antiracket ACIAS

Oggi a San Vito Dei Normanni le istituzioni e le forze dell’ordine hanno celebrato i 30 anni dell’associazione antiracket ACIAS, ricordando una battaglia vinta grazie a una comunità che si è unita intorno alla magistratura, alle forze dell’ordine, al sindaco e alle istituzioni contro la mafia.

Oggi a San Vito Dei Normanni le istituzioni e le forze dell’ordine hanno celebrato i 30 anni dell’associazione antiracket ACIAS, ricordando una battaglia vinta grazie a una comunità che si è unita intorno alla magistratura, alle forze dell’ordine, al sindaco e alle istituzioni contro la mafia. “Trent’anni qui c’è stato un grande sindaco donna, Rosa Stanisci: un giorno venne in Procura a Brindisi, era una furia, perché scoppiavano bombe tutti i giorni e pretendeva che noi intervenissimo - ha ricordato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano - Io a quei tempi mi occupavo da magistrato proprio delle indagini sul racket estorsivo che affliggeva la città”. A San Vito dei Normanni e in altre città vicine, come San Pietro Vernotico e Torchiarolo, le imprese erano sottoposte a estorsioni perché la Sacra Corona Unita stava entrando nel business delle sigarette e quindi aveva bisogno di capitali da investire. 

“Oggi ricorre quell’anniversario, ma la sera in cui l’associazione fu presentata, alla presenza del procuratore della Repubblica Giordano, che ricordo con immenso affetto, del vescovo e della Provincia tutta, si accompagna a un duro episodio: quella notte furono fatte esplodere due bombe in una scuola, con una chiara minaccia da parte della mafia come a dire ‘se provate ad opporvi a tutto questo noi toccheremo i bambini’. 

Bisognava rispondere con fermezza per far capire che avevano esagerato. Quella notte io l’ho passata con la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia perché facemmo centinaia di perquisizioni in un’operazione di rastrellamento che portò anche all’individuazione di esplosivi. Fu un’operazione di polizia messa su in pochissime ore che dette un risultato molto importante anche perché il nostro avversario capì che facevamo sul serio e da quel giorno non scoppiò più una bomba. Quella era l’epoca in cui si era convinti che questa gente era più forte di noi. E così avemmo l’idea di far deporre i soggetti estorti non davanti all’autorità giudiziaria ma durante un’assemblea dell’ACIAS, in cui ciascuno raccontava la sua storia e ognuno dei presenti diventava testimone della storia del collega; quindi come facevano poi a minacciare i singoli?  Fu una grande avventura che ci ha insegnato tanto, che ha restituito vitalità all’economia di questa città e credibilità alla Puglia intera, perché dopo trent’anni possiamo dimostrare cosa siamo diventati.

San Vito non dimentica, ed è un fatto bellissimo. Anche la sindaca attuale, che è ancora una volta una donna, si è ricordata del debito nei confronti dello Stato perché le storie pugliesi di lotta alla criminalità organizzata sono belle storie, che illustrano l’importanza di creare un solido rapporto tra istituzioni, imprese e popolo per una vittoria che all’epoca fu clamorosa. E questi insegnamenti, oggi che ho capelli e barba bianchi, sento che devono essere necessariamente trasmessi alle generazioni future” - ha concluso Michele Emiliano. Il governatore ha fatto presente a tutti che la mafia si sconfigge costruendo una barriera sociale: la Regione Puglia investe 30 milioni di euro all’anno in questa battaglia.


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