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Durante la pandemia abbiamo trascurato il cuore. Il cardiologo Palma: “Scompensi cardiaci aumentati del 30%, infarti raddoppiati”

In questi anni di covid la prevenzione di gravissime malattie è stata trascurata: è tempo di correre ai ripari. Oggi parliamo del rischio cardiovascolare. Cominciamo col dire che uomini e donne di età compresa tra 40 e 65 anni devono comprendere l’importanza degli screening

In questi anni di covid la prevenzione di gravissime malattie è stata trascurata: è tempo di correre ai ripari. Oggi parliamo del rischio cardiovascolare. Cominciamo col dire che uomini e donne di età compresa tra 40 e 65 anni devono comprendere l’importanza degli screening. Un controllo può salvare la vita. “Per ‘rischio cardiovascolare’ si intende l’insieme di fattori che possono influire (se non addirittura favorire) l’insorgenza di patologie cardiovascolari - spiegano gli esperti dell’Humanitas in un recente comunicato che mira a rilanciare la prevenzione - Una corretta valutazione del rischio cardiovascolare è importante per prevenire malattie come infarto o ictus”. I cosiddetti “fattori di rischio” possono essere modificabili o non modificabili.  Fumo, diabete, condizioni di sovrappeso e obesità, sono alcuni dei fattori modificabili su cui possiamo intervenire, adeguando il nostro “stile di vita” o attraverso l’utilizzo di farmaci. I Fattori di rischio non modificabili, come familiarità, età e sesso, sono quelli sui quali non possiamo direttamente intervenire, ma il cui effetto può essere attenuato grazie a buoni comportamenti e misure di prevenzione.

 VALUTAZIONE DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE 

Con un semplice prelievo di sangue si esegue un primo screening preventivo sui fattori che possono influenzare la buona salute del nostro sistema cardiovascolare. Una piccola fotografia che può evidenziare situazioni meritevoli di una consulenza cardiologica o di percorsi più approfonditi.

 LA PREVENZIONE CONSIGLIATA DA HUMANITAS E DA FEDER-CARDIOLOGI (FEDERCARDIO)

Colesterolo totale: il colesterolo è un grasso presente in tutte le cellule dell’organismo, e riveste un valore significativo nello sviluppo delle patologie cardiovascolari. Un valore ottimale è inferiore ai 200 mg/dl. Il colesterolo HDL: comunemente chiamato “colesterolo buono”, agisce eliminando il colesterolo in eccesso che si forma sulle arterie e protegge, quindi, da aterosclerosi e infarto cardiaco. Livelli oltre i 40mg/dl riducono il rischio cardiovascolare, mentre livelli bassi lo aumentano. Il colesterolo LDL: è una lipoproteina che innesca il processo di aterosclerosi, accumulandosi sulle pareti delle arterie ed ostacolando il passaggio del sangue formando delle placche. Più il valore di LDL è alto, maggiore è il rischio di aterosclerosi. Un valore ottimale è inferiore a 100 mg/dl.

Trigliceridi: i trigliceridi sono grassi del sangue che derivano dall’alimentazione e rappresentano il principale tipo di grasso presente nelle riserve energetiche dell’organismo. Il valore di riferimento dei trigliceridi deve essere inferiore ai 200 mg/dl: valori superiori possono essere sintomo di dieta sbilanciata, diabete, ipertiroidismo, e accrescono il fattore di rischio cardiovascolare, soprattutto se anche il valore di colesterolo HDL e LDL risulta aumentato. Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere sintomo di malnutrizione o anemia.

Glicemia: è il test per il controllo del metabolismo degli zuccheri nell’organismo. Valori superiori a quelli ritenuti normali si riscontrano ad esempio in presenza di diabete mellito, uso di farmaci diuretici e stress acuto. Valori inferiori alla norma, invece, possono essere dovuti all’uso di insulina, oppure, più semplicemente, possono essere riconducibili a cattiva alimentazione, iperattività muscolare o abuso di alcol.

INTERVISTA AL CARDIOLOGO GIAMPAOLO PALMA 

Il Dottor Giampaolo Palma è uno specialista in cardiologia interventistica pluriventennale, direttore del Centro Medico Cardiologico Palma, accreditato per la Diagnosi e Cura delle Malattie Cardiovascolari col Servizio Sanitario Nazionale (Azienda Sanitaria Salerno). Tra le sue esperienze formative spicca un master in Cardiologia Interventistica presso Virginia University Charlottsville USA.

Dottore, in qualità di cardiologo esperto volevo chiederLe quanto è stata penalizzata le prevenzione in questi due anni di covid e quale sarà il conto da pagare alla fine? 


“La lotta ai virus da parte dell'uomo è sempre stata un vero problema. Non esistono ancora farmaci antivirali standard che distruggano le infezioni. E anche il Covid19 è stata una brutta gatta da pelare per tutti noi medici. All'inizio le notizie  che ci arrivavano dalla Cina erano misteriose e frammentarie ed, essendo l'Italia la prima nazione a essere colpita, ha fatto sì che il nostro sistema sanitario sia andato inizialmente in tilt. Poi, man mano, abbiamo iniziato a comprendere i meccanismi patogenetici della malattia e il modo in cui il virus faceva morire tanti pazienti. Primo fra tutti, come ho scritto su 2 riviste internazionali, in Asia era il meccanismo di trombogenesi. Tanti morti erano provocati da tromboembolismo delle arterie polmonari che, oltre al danno del parenchima polmonare, mandava I pazienti in desaturazione di ossigeno e morte. Il fatto che tutti gli sforzi del sistema sanitario si siano riversati sul debellare questa malattia ha provocato un allentamento del sistema sulla prevenzione delle malattie tumorali e cardiovascolari (trombosi, ictus, infarti, aritmie). In questi due anni e mezzo di pandemia l'incremento degli scompensi cardiaci è aumentato del 30 per cento e ciò può fare immaginare le difficoltà del sistema sanitario. I ricoveri per infarto aritmie scompenso si sono raddoppiati per mancata prevenzione a monte”. 

Quali sono gli esami da fare quando si diventa quarantenni? Gli screening quando è consigliabile farli?

In cardiologia sono importanti i fattori di rischio. Il più importante è rappresentato dalla familiarità, cioè la presenza in famiglia di malati di infarto, scompenso cardiaco e cardiopatie. La familiarità rappresenta una spina accesa per ogni persona e soprattutto per il cuore. Altro fattore di rischio è il diabete, i cui malati vanno diventano spesso cardiovasculopatici. Inoltre ipertensione arteriosa, fumo, colesterolo alto e stress psicofisico sono gli altri. Ognuno di noi ha una carta del rischio che viene facilmente calcolata in base a analisi statistica dal medico di base. Per i pazienti con uno o più fattori di rischio è consigliabile un controllo cardiologico annuale con elettrocardiogramma, ecocardiogramma, prova da sforzo, ecodoppler carotideo e dell'aorta addominale. Le donne sono protette dagli ormoni femminili fino all' età della menopausa. Il cuore, comunque, va controllato sempre essendo un motore e, come il motore delle nosre automobili è di fondamentale importanza per tutti, cardiopatici e non, con o senza apparenti fattori di rischio. La diagnostica cardiologica si sta perfezionando sempre più e anche le conoscenze di noi cardiologi”.

Mangiare male fa male al cuore? Perché? 

Mangiare tanto e male aumenta il rischio di obesità, ipertensione arteriosa, diabete mellito e ipercolesterolemia, oltre al fumo, che chiamiamo sindrome metabolica. Questi fattori di rischio creano ostruzione del flusso sanguigno, portano a formazione di ‘placca aterosclerotica’ e trombosi che è causa di infarto e dilatazione del cuore, con tutto ciò che ne consegue, fino a aritmie gravi e morte improvvisa.  È di fondamentale importanza evitare obesità, curare bene diabete, ipertensione e mantenere i livelli di colesterolo ‘cattivo’ quanto più bassi possibile. Il cardiologo aiuterà a mettere a punto tutti i fattori per evitare il più possibile l' insorgere di cardiopatia grave. È importante sia la prevenzione primaria che secondaria”.

La Telemedicina come può rendere più efficiente la cardiologia? 

“La telemedicina rappresenta un nuovo importante punto di incontro per la prevenzione della salute di tutti  noi. Un punto d' incontro medico-paziente che, dopo la prima visita specialistica, può controllare la terapia specialistica a distanza. Le terapie nei pazienti cronici vengono personalizzate con controlli periodici, che aiutano psicologicamente il paziente a sentire lo specialista ancora più vicino. In campo cardiologico, nei malati infartuati e scompensati, la Telemedicina rappresenta un punto di svolta nella prevenzione secondaria di aritmie minacciose gravi, reinfarti e tutti gli eventi gravi. Il cardiologo valuta con sistemi informatici integrati il miglioramento della malattia e individua immediatamente i segni di peggioramento della salute cardiovascolare del paziente. Un aiuto sicuramente, ma voglio precisare che non si deve pretendere dal cardiologo la cura di tutto e la diagnosi ‘a distanza’.  La visita cardiologica del paziente è fondamentale sempre e, secondo la mia esperienza plurivennale, i controlli del paziente cardiopatico di media e severa gravità della malattia devono essere almeno trimestrali”.

Si è parlato molto degli effetti del long Covid sul cuore, ma anche dei possibili effetti rarissimi del vaccino (miopericardite). Possiamo dire una parola chiara e definitiva su questo?

“La parola-chiave è evitare la confusione dei media e dei social e ascoltare i medici sul campo.  Come lei sa, ho scoperto e descritto su riviste internazionali le vere cause di morte del virus Covid19. Le morti erano causate da trombosi dei vasi polmonari. In base a un meccanismo in parte ancora sconosciuto il virus creava ipercoagulazione e trombosi dei polmoni con morte dovuta a tromboembolia polmonare. Abbiamo curato i pazienti con farmaci, anche anticoagulanti che evitavano questa scarsa ossigenazione dei polmoni. Prima non esistevano i vaccini, non esisteva modo di prevenzione della malattia. Oggi la malattia sta quasi scomparendo perché esistono cure e vaccino. La malattia in forma grave è stata debellata perché abbiamo rafforzato il sistema immunitario con utilizzo della vaccinazione. Inoltre esistono farmaci antivirali che bloccano la malattia nella fase iniziale ed evitano che progredisca nella fase grave di mancanza di respirazione.  Come io faccio da anni per l’influenza normale, faremo ogni anno vaccinazione completa antinfluenzale e anti-Covid19.  Noi  cardiologi seguiamo attualmente tanti pazienti con Long Covid, una patologia multiorgano. Il cuore, come ho descritto ampiamente su ‘International Journal of Current Research’, nel giugno 2020, è colpito da sindrome coronarica acuta, scompenso, aritmie gravi e morte improvvisa, oltre a miocardite e soprattutto pericardite. Ascoltiamo gli esperti e non le fake news! Le nuove disposizioni su nuova vaccinazione saranno decise dalla task force del Ministero della Salute e per prossimo autunno evitiamo la confusione”.


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