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La tecnica LESC, l’intervento chirurgico meno invasivo per sciogliere il grasso localizzato: le differenze con la liposuzione spiegate dal dottor Sciannamea

La Lipoemulsione sottocutanea sta diventando un intervento sempre più richiesto in virtù del fatto che è inesistente la convalescenza post-operatoria. Attraverso gli ultrasuoni si scioglie il grasso nella zona trattata conservando intatte le strutture vascolari e nervose presenti nel tessuto.

La chirurgia estetica ha fatto passi da gigante anche nella lotta al grasso: ci sono interventi mini-invasivi, che consentono di ottenere importanti risultati. Oggi parliamo della LESC e spiegheremo le differenze con la liposuzione. Adiposità localizzate e inestetismi possono essere sconfitti con una dieta sana unita allo sport, ma a volte non basta: la chirurgia è il passo definitivo. La liposuzione è un intervento più invasivo per correggere, tonificare e rimodellare aree del nostro corpo (glutei, ventre, cosce, ginocchia, caviglie e mento). Il tessuto adiposo viene aspirato tramite microcannule di metallo, ma questa tecnica ha dei rischi e resta comunque un intervento molto invasivo. La Lipoemulsione sottocutanea, invece, sta diventando un intervento sempre più richiesto in virtù del fatto che è inesistente la convalescenza post-operatoria. Attraverso gli ultrasuoni si scioglie il grasso nella zona trattata conservando intatte le strutture vascolari e nervose presenti nel tessuto. La LESC rimuove piccole qualità di grasso ed è praticata facilmente in anestesia locale: tra l’altro può essere ripetuto dopo poche settimane.

Ecco perché si tratta di un intervento accessibile a una grande platea di pazienti. Per chiarire questa materia ci siamo rivolti al dottor Gianluca Sciannamea: un medico chirurgo specializzato in chirurgia generale (con particolare interesse verso la chirurgia mininvasiva e verso la chirurgia estetica), iscritto alla SITRI (Società Italiana di Tricologia). Punto di riferimento nel Salento per il trapianto di capelli, Sciannamea è anche referente regionale della LESC (Lipoemulsione sottocutanea): ha all’attivo circa 5000 interventi chirurgici e nel Salento è operativo pure nel Centro Calabrese di Cavallino dei dottori Ruggiero e Maria Luisa Calabrese. 

 

INTERVISTA AL DOTTOR GIANLUCA SCIANNAMEA, LA TECNICA LESC

 

In cosa consiste la lipoemulsione sottocutanea? Quali sono le differenze con la liposuzione?

 

«La lipoemulsione sottocutanea è un intervento chirurgico mininvasivo, che si esegue ambulatorialmente in anestesia locale e che permette di sciogliere il grasso localizzato mediante l'utilizzo degli ultrasuoni. È sicuramente meno invasivo della liposuzione che invece spesso necessita di anestesia generale e ricovero. La liposuzione agisce meccanicamente aspirando il grasso, la LESC agisce emulsionandolo». 

 

Le domande sorgono spontanee: lei ci rassicura sul fatto che è meno invasivo, ma ci sono rischi o effetti collaterali?



«Non è assolutamente pericoloso, ma è pur sempre un intervento chirurgico, seppur mini invasivo (microincisioni di circa 2-3 mm). Su circa 50000 casi eseguiti non ci sono mai state complicanze serie. Quello che può accadere è la formazione (poco rilevante) di ecchimosi, ematomi e/o sieromi che si risolvono spontaneamente in un breve periodo». 



 

Quali sono i risultati che posso raggiungere: quanto grasso posso sciogliere?

 

«Si raggiungono alcuni risultati buoni ed altri eccezionali, ma sempre soddisfacenti. La quantità di grasso “rimosso” dipende ovviamente dalla zona trattata, dalle caratteristiche del singolo soggetto, dalla quantità di tessuto adiposo presente». 

 

Possono esserci effetti collaterali, tipo pelle appesa?

 

«Questo intervento non produce “pelle appesa”. La lassità cutanea è qualcosa che non possiamo risolvere con questa tecnica, ma può leggermente migliorare; questo perché con gli ultrasuoni si crea una retrazione cutanea con stimolazione del collagene che permette la cicatrizzazione con il piano sottocutaneo profondo o fasciale e che quindi fa aderire la pelle al tessuto sottostante». 


La LESC è un intervento che aiuta a risolvere anche il problema più in superficie della cellulite?

 

«Sì, si ha un effetto migliorativo anche sulla cellulite, sia perché riducendo la quantità di grasso migliora il microcircolo, sia per la retrazione cutanea che avviene con l'utilizzo degli ultrasuoni sul derma. In più esiste una metodica “parallela” chiamata Cellublunt che utilizza sempre la stessa macchina ma con una cannula più piccola (1 millimetro) indicata proprio per i piccoli affossamenti cutanei». 

 

Come ci si prepara a questo intervento, quali sono i tempi. I costi sono accessibili?

 

«Non è necessaria alcuna preparazione, se non una profilassi antibiotica. I tempi chirurgici vanno da un minimo di 20 minuti fino ad oltre un'ora (in base al tessuto adiposo presente). I costi sono a mio avviso accessibili ed accettabili, perché con questa spesa si ha un risultato praticamente istantaneo (visibile già dopo 15 giorni in seguito alla risoluzione dell'edema postoperatorio), duraturo, in una sola seduta, con ripresa immediata delle attività quotidiane, senza ricovero e con un minimo fastidio legato soprattutto all'utilizzo dell'anestesia locale. Molto importante l’utilizzo di una guaina per circa due settimane».

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