Politica Brindisi 

Brindisi, Marchionna azzera la giunta: si riparte con nomi nuovi per uscire dalla crisi

Alla fine l’azzeramento della giunta Marchionna è arrivato. Oggi la svolta: un atto dovuto per far uscire il centrodestra dalla crisi, cominciata il 18 giugno

BRINDISI - Alla fine l’azzeramento della giunta Marchionna è arrivato. Oggi la svolta: un atto dovuto per far uscire il centrodestra dalla crisi, cominciata il 18 giugno con la richiesta di ritiro delle deleghe assessorili da parte di 19 consiglieri. Il sindaco avrebbe seguito la strada delle sostituzioni più rapide, ma la coalizione ha chiesto un azzeramento. Il perimetro sarà simile a quello della prima giunta: Giuseppe Marchionna ha intenzione di risolvere tutto velocemente. I vertici della coalizione saranno ascoltati nuovamente per poi procedere alle nomine. 

LE REAZIONI DELL’OPPOSIZIONE 

L’azzeramento della giunta ufficializzato dal Sindaco – pur se ampiamente previsto ed atteso - rappresenta sicuramente un sollievo per l’Amministrazione, per gli Uffici e per la città intera, da settimane paralizzati da un teatrino ormai divenuto intollerabile - scrive  il consigliere comunale Diego Rachiero  (Attiva Brindisi) - D’altro canto non si può non evidenziare – a distanza di appena un anno dall’insediamento dell’Amministrazione – il totale fallimento di un progetto la cui inadeguatezza appariva in tutta la sua evidenza sin dai primi mesi di mandato. Come sostenuto e ribadito da ATTIVA BRINDISI in più occasioni, la complessa gestione delle criticità oramai radicate nella nostra città esige per l’esecutivo scelte tecniche di alto profilo e di riconosciuta competenza e non possono più sottostare ad una visione oramai usurata della politica, secondo cui la maggiore o minore qualifica a ricoprire ruoli apicali è legata al maggiore o minore consenso elettorale riscontrato dai singoli. Rimanere schiavi di queste dinamiche significa condannare Brindisi a sprofondare sempre più in una crisi che già ad oggi ha assunto una portata inquietante.

Attendiamo di conoscere – si spera in tempi meno biblici di quelli che hanno portato all’azzeramento – la nuova composizione dell’esecutivo, con la speranza che si possa finalmente smuovere quest’aria ferma ormai da troppi giorni e tornare a fare ciò per cui siamo stati eletti.

Inutile ricordare che la nuova Giunta sarà attesa dalla gestione dell’emergenza BMS, che l’inspiegabile inerzia amministrativa ha ormai condotto ad un livello difficilmente reversibile: siamo a distanza di pochi mesi dalla “deadline” del 31.12.2024 con un piano industriale attualmente al vaglio del Collegio dei Revisori. Un piano industriale la cui ultima versione sottoposta ai Capigruppo risale a fine maggio 2024, ma che oggi – a distanza di quasi un mese e mezzo – necessiterebbe inevitabilmente di una ulteriore revisione e di un aggiornamento quanto meno dei calcoli previsionali relativi all’anno in corso. Sul punto – a fronte del frastuono mediatico che la crisi politica ha generato – incredibilmente tutto tace”.


Potrebbeinteressarti