Politica Brindisi 

“Impianto di climatizzazione senza pace: a febbraio Baglioni al gelo, ora sipario bollente Teatro Verdi chiuso, smacco per la città di Brindisi”

Concerto dell’Orchestra Rai spostato in un’altra sede per un guasto tecnico Moscara (Slc): “Lavoratori costretti a sopportare condizioni di lavoro estreme Il Comune ha speso i 50mila euro a suo tempo stanziati? Ha attinto ai Fondi del Pnrr?”

BRINDISI – “Ci risiamo. Il Teatro Verdi, fiore all’occhiello della cultura brindisina e pugliese, è ancora una volta costretto a chiudere il sipario per un’avaria all’impianto di condizionamento dell’aria. Uno smacco per la città, che non deve passare sottotraccia e che purtroppo causa disagi non solo a maestranze, artisti e spettatori, ma anche e soprattutto ai tre lavoratori che quel contenitore culturale curano e gestiscono ogni giorno, costretti a lavorare in condizioni spesso davvero estreme”. Il segretario generale della Slc Cgil Brindisi, Tommaso Moscara, interviene sulla decisione di spostare l’esibizione dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai dal Nuovo Teatro Verdi al capannone ex Montecatini.

C’è un precedente che induce il sindacalista a porre delle domande all’amministrazione comunale. Lo scorso febbraio, infatti, il malfunzionamento dell’impianto costrinse Claudio Baglioni ad esibirsi al gelo, con tanto di cappotto e di lamentele (in parte mitigate dalle scuse del sindaco). Ora si è evitato di costringere orchestrali e pubblico ad una serata in bermuda e infradito, viste le temperature torride provocate dall’anticiclone Caronte. “Viene da chiedersi come siano stati spesi i 50mila euro stanziati nel 2019 per migliorare l’efficientamento energetico del Teatro”, dice Moscara. “Dovevano servire per interventi sull’impianto termico e su quello elettrico e furono inseriti nel piano annuale delle opere pubbliche del Comune. Nel 2022 ci ritroviamo con guasti che non fanno bene all’immagine del Teatro e della città, e che soprattutto peggiorano le condizioni di lavoro delle maestranze e degli artisti, oltreché la fruizione degli spettacoli da parte degli spettatori. Viene poi da chiedersi se, alla luce di questi problemi, il Comune si sia adoperato per partecipare ai bandi per l’efficientamento energetico riservati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr, ndr) ai teatri italiani, bando tra l’altro scaduto. Ritengo scandaloso che una realtà come il Teatro Verdi debba vivere questa vergogna e come le maestranze debbano sopportare questi disagi. Il Comune si adoperi per risolvere questo problema una volta per tutte, perché la città non può e non deve sopportare questo smacco”.

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