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Green pass, limitazione prevista dalla Costituzione. Minelli: “Utile in questo momento”. COVID, progressi nelle cure

L'art.16 della Costituzione Italiana dice: "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge".

Sono tante le manifestazioni di piazza, in Italia come in altri Paesi europei, contro il Green Pass. I movimenti di protesta vedono nella "certificazione verde" una censura delle libertà fondamentali costituzionalmente garantite, una su tutte la libertà di circolazione. 

Tuttavia, è necessario ricordare che, prendendo come riferimento il testo costituzionale, l'art.16 prevede delle limitazioni tramite legge per ragioni di sanità o sicurezza. Inoltre, non è vero che il Green Pass impone la vaccinazione perché in alternativa è sufficiente un tampone oppure essere guariti dal Covid-19 da non più di sei mesi.


È il regolamento UE 2021/953 del 14 giugno 2021 a delineare il quadro della normativa concernente il Green Pass; il Consiglio dei Ministri ha varato il 23/07/2021 un decreto-legge per estendere notevolmente l'utilizzo del Green Pass: la certificazione serve a comprovare la somministrazione di una dose di vaccino oppure l'avvenuta guarigione dal Covid-19 (validità 6 mesi), in alternativa sarà necessario sottoporsi ad un test antigenico o molecolare con risultato negativo (validità per 48 ore) per poter accedere a servizi per la ristorazione per consumo al tavolo al chiuso,

spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, musei, luoghi di cultura e mostre, piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre, congressi, parchi di divertimento, centri culturali con attività al chiuso e centri educativi per l'infanzia esclusi, centri estivi con annesse attività di ristorazione, sale da gioco, procedure concorsuali.


L'art.16 della Costituzione Italiana dice: "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge". 


Questo articolo si riferisce alla libertà di circolazione, una delle libertà personali fondamentali dell'individuo. I manifestanti si appellano a questo articolo, ma un'interessante riflessione tra giuristi potrebbe svilupparsi attorno al passaggio del primo comma: "[...]le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza [...]" perché "legge" si potrebbe intendere come l'atto formale del Parlamento oppure in una connotazione più generale comprendendo anche gli atti aventi forza di legge, come il decreto-legge (nel ragionamento bisogna considerare che gli atti aventi forza di legge sono equiparati alla legge e che il decreto-legge, per l'art.77 della Costituzione, deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione). Dunque, semmai ci si potrebbe interrogare sulla sottile differenza per cui per limitare la libertà di circolazione basti un atto avente forza di legge (poi convertito in legge) oppure serva immediatamente una legge (che richiederebbe naturalmente tempi più dilatati).


Nel dibattito concernente la possibilità di introdurre l'obbligo vaccinale e sul ruolo giocato dal Green Pass sono sicuramente coinvolti anche gli scienziati e, in particolare, i medici. Abbiamo intervistato il dott. Mauro Minelli, Immunologo clinico e Allergologo, e Coordinatore per il Sud Italia della Fondazione Medicina Personalizzata.


- Dottore, secondo lei è il Green Pass lo strumento giusto per contrastare adeguatamente il contagio da Covid-19?


"Partiamo dai dati ufficiali, quelli che tutti possono verificare. Nell’ultima settimana di giugno i casi registrati di Covid erano 5.306. Nella terza settimana di luglio sono saliti a 19.152 e c’è da credere siano sottostimati in ragione di un’attività di monitoraggio e tracciamento decisamente sottotono rispetto a quella che veniva effettuata nel pieno delle precedenti ondate. La cosiddetta variante Delta, in ragione della sua progressiva e inarrestabile diffusione, sta diventando dominante e in Italia, nella fascia di popolazione di età superiore ai 60 anni, si contano ancora più di 2 milioni di persone mai vaccinate e dunque a rischio di contrarre la malattia in forma severa, e poco meno di 2 milioni con vaccinazione incompleta. Tra l’altro, la vaccinazione è oramai ancorata solo all’utilizzo dei prodotti Pfizer-Biontech e Moderna, considerando il progressivo declino dei vaccini a vettore virale (AstraZeneca e Johnson&Johnson) oggi utilizzati solo per i richiami. Ne consegue che anche le dotazioni vaccinali non sono più in grado di soddisfare in tempi utili le esigenze di tutta la popolazione. A fronte di questi dati e ricordando tutto quello che negli scorsi mesi abbiam vissuto, mi pare che l’adozione di misure cautelative appropriate, tra le quali certamente il cosiddetto Green Pass, sia non solo consigliabile, ma assolutamente indispensabile per garantire, ove possibile, l’incolumità di tutti".

       

- Lei è a favore o contro l'obbligatorietà del Green Pass?  (Il governo ha deciso per decreto-legge l'obbligatorietà)


"Io sono da sempre a favore della vaccinazione, per questa ragione e per quanto già detto in precedenza ritengo il Green Pass una logica conseguenza delle mie premesse. L’impegno personale, da molti mesi, è sempre stato e rimane quello di comunicare i benefici del vaccino; io mi occupo di curare i pazienti, non delle loro libertà costituzionali".


- Lei sarebbe favorevole o contrario a rendere la vaccinazione obbligatoria?


"Se persistono ampie fasce di popolazione che oppongono una incomprensibile e dannosa resistenza alla vaccinazione di massa, l'obbligo del vaccino diventa una strada obbligata nell'interesse generale. Ne va del futuro di tutti. Quel che posso augurarmi è che i cittadini scelgano liberamente la strada giusta".


- Oltre al Green Pass, quali altri accorgimenti bisogna adottare, oppure bisogna continuare ad adottare, per contrastare la diffusione del virus?



"Ci sono molti aspetti sanitari che non emergono con l’evidenza che pure meriterebbero. Innanzitutto il ruolo della Medicina di base, poi un'informazione più autorevole e possibilmente non contraddittoria e, da medico immunologo, aggiungerei anche il rispetto il più possibile rigoroso di corretti stili di vita e alimentari assolutamente indispensabili, in forza di una serie di ragioni tra loro strettamente correlate, per tenere bassi i livelli di infiammazione aumentando contestualmente i livelli funzionali dei nostri apparati di difesa". 


- Per i vaccini che richiedono più di una dose, Lei ritiene che sarà necessaria una terza dose di vaccino in futuro per continuare l'effetto immunizzante delle somministrazioni?



"Quel che al momento con certezza sappiamo è che i vaccini, una volta completato il ciclo con le due dosi canoniche, risultano essere più che efficaci nel prevenire le forme gravi di Covid e i relativi decessi. Quindi ciò di cui ora abbiamo bisogno è che venga velocemente completato il ciclo vaccinale nelle persone che abbiano ricevuto una sola dose e, semmai, portare alla vaccinazione il maggior numero possibile di indecisi, e questo per salvaguardare la loro salute e quella degli altri. Penseremo poi ad un eventuale “terza dose”, dopo che gli Organismi internazionali all’uopo preposti ci avranno detto “se” la terza dose davvero serve ed eventualmente “a chi”. Per ora l’OMS si è limitata ad affermare che “le prove sull’utilità di un ulteriore richiamo sarebbero limitate”. Aspettiamo, dunque, gli esiti dei test che in questo senso sono già stati avviati, confidando come sempre nei riscontri che la scienza saprà fornirci".


- L'anticorpo monoclonale, scoperto in Italia, che neutralizzerebbe le varianti del Covid-19 è una strada percorribile per sconfiggere definitivamente il virus?



"I monoclonali sono anticorpi prodotti da un solo linfocita progenitore che, duplicandosi, genera anticorpi fra loro tutti uguali. Nel caso da lei riferito, questi anticorpi di nuova generazione, che si sono già dimostrati capaci di neutralizzare la variante inglese e quella brasiliana, si rivelano in grado di bloccare, in ragione della loro forza terapeutica, anche la più temibile variante indiana. Si tratta di passaggi decisivi in una guerra senza quartiere nella quale il monoclonale si presenta come un’arma in grado di svolgere contestualmente funzione preventiva, ma anche funzione terapeutica nelle fasi precoci dell’infezione, quando è ancora in corso la replicazione virale. Tra l’altro, trattandosi nello specifico di uno strumento davvero potente, le dosi del prodotto risultano essere più contenute con conseguente abbassamento dei costi. C’è solo da sperare che la sperimentazione ultima possa rapidamente concludersi nel nostro Paese per rendere quanto prima disponibile un nuovo efficace strumento contro un nemico molto più pericoloso del previsto". 

  




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