Cronaca Ostuni 

Guglielmo Cavallo sulle motivazioni del commissariamento per infiltrazioni mafiose di Ostuni: “Fatti marginali all’amministrazione già confutati”

Respinge tutte le accuse mosse dal Ministero dell’Interno l’ex sindaco Guglielmo Cavallo e parla di piccoli episodi marginali rispetto al grande lavoro fatto dalla sua amministrazione. Le motivazioni delli scioglimento del Comune di Ostuni, per l’ex primo cittadino, non reggono

OSTUNI - Respinge tutte le accuse mosse dal Ministero dell’interno l’ex sindaco Guglielmo Cavallo e parla di piccoli episodi marginali rispetto al grande lavoro fatto dalla sua amministrazione. Le motivazioni dello scioglimento del Comune di Ostuni, per l’ex primo cittadino, non reggono: “È un provvedimento eccessivo rispetto al quadro che emerge nella relazione”.  Le tre pagine allegate al decreto di scioglimento per l’ex amministratore sono solo basate su sospetti non provati. “Nella relazione viene detto che due consiglieri e un assessore hanno rapporti di parentela e amicizia con alcune personalità della criminalità, ma non viene detto come questi rapporti abbiano inciso sull’attività amministrativa”-si difende l’ex sindaco. Anche sul parcheggio di Santa Lucia Cavallo respinge le accuse: “L’unico elemento su cui si basano i sospetti di favoritismi è il prezzo basso e alcune vicende estranee all’amministrazione”. Secondo l’ex sindaco, la questione del prezzo basso per l’affidamento del parcheggio è stata confutata più volte.  “Quel prezzo non poteva ritenersi irrisorio: questo è già stato chiarito nella commissione consiliare”. 

Anche l’altra vicenda collegata dell’affidamento del salvataggio a mare a un’azienda in odor di mafia non può essere addebitabile all’amministrazione: il servizio è stato affidato nel 2019, ma l’azienda ha ricevuto l’interdittiva antimafia solo nel 2021. Quindi, al tempo dell’affidamento, l’impresa risultava pulita. Per l’ex sindaco si trattava, comunque, di attività marginali rispetto all’attività amministrativa di Ostuni. Il servizio di salvataggio rendeva solo 35mila euro all’anno. Anche il parcheggio non portava guadagni milionari, secondo l’ex amministratore. “Tutto il resto dell’attività amministrativa non è messo in discussione: questo significa che la mala gestione non esiste”. Le altre questioni risalgono nel tempo e si riferiscono al mancato controllo dello sportello unico delle attività produttive, recupero tardivo di alcuni crediti, beni sequestrati alla criminalità e una proprietà comunale. In realtà, l’ex sindaco spiega che l’amministrazione si stava muovendo anche su questi fronti, incluso quello delle SCIA.

“Sulle attività produttive ci sono stati 1000 controlli e solo due persone sono risultate vicino alla criminalità. Questo evidenzia il fatto che non ci fosse alcuna infiltrazione della criminalità. Mentre, per quanto riguarda gli immobili confiscati alla mafia, necessitano di interventi infrastrutturali che il Comune non ha potuto fare per mancanza di risorse”. Resta il giallo degli attentati al consigliere comunale di minoranza, l’ex sindaco, che Cavallo auspica che la magistratura risolva subito. “Continueremo ad opporci alle tesi del Ministero, perché non abbiamo gestito male e la Corte dei Conti ci dà ragione” - conclude Guglielmo Cavallo nel suo videomessaggio sul suo profilo Facebook. 

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