Turismo in forte ascesa nel Brindisino, Ostuni traina la crescita
Numeri in aumento, fiducia alta e spesa record: il territorio si conferma tra i più attrattivi della Puglia
Il Brindisino consolida la propria posizione sulla mappa del turismo regionale e nazionale, con Ostuni sempre più protagonista di una crescita che non accenna a rallentare. I dati presentati alla Borsa internazionale del turismo di Milano raccontano un territorio capace di intercettare nuove presenze, rafforzare la fiducia dei visitatori e generare un impatto economico rilevante, nonostante tariffe mediamente più elevate rispetto alle aree limitrofe.
Nel corso dell’ultimo anno gli arrivi nella provincia hanno toccato quota 850mila, facendo registrare un incremento dell’11 per cento, mentre le presenze complessive hanno superato i 2,9 milioni, con un aumento del 9 per cento rispetto alla rilevazione precedente. Numeri che collocano Brindisi al quarto posto in Puglia, alle spalle di Foggia e, a rotazione, di Bari e Lecce, ma che restituiscono l’immagine di un territorio in piena espansione, soprattutto in termini di dinamica di crescita.
Il peso economico del comparto turistico resta significativo. Nel 2025 l’intera filiera in Puglia ha generato un valore di 13,9 miliardi di euro, pari a oltre il 16 per cento del valore aggiunto regionale, dando lavoro a circa 200mila persone. All’interno di questo quadro, il contributo brindisino supera 1,6 miliardi di euro, incidendo per oltre un quinto sull’economia turistica complessiva della regione.
A rafforzare il quadro positivo è il sentiment index, l’indicatore che misura la percezione dei visitatori in termini di emozioni, giudizi e aspettative. Con un punteggio di 87,5 su 100, il Brindisino guida la classifica pugliese e supera anche la media delle altre province. Un risultato che segnala un’elevata fiducia nella qualità dell’offerta e dei servizi, pur a fronte di un costo medio della ricettività più alto rispetto al contesto regionale, con tariffe che si attestano intorno ai 131 euro a notte contro una media di circa 120 euro.
Determinante, in questo scenario, è il ruolo di Ostuni, che emerge come una delle destinazioni più ricercate a livello internazionale. La “Città Bianca” risulta la prima in Italia per interesse da parte dei turisti stranieri, contribuendo a posizionare la Puglia come quinta regione più cercata sul mercato estero. In questo panorama spiccano anche il Salento e la Valle d’Itria, che si collocano tra le aree più attrattive del Paese, soprattutto per un pubblico anglofono e centro-europeo.
La crescita delle presenze si riflette direttamente sulla spesa dei visitatori stranieri, che ha superato gli 1,8 miliardi di euro, quasi tre volte il livello registrato prima della pandemia. Un trend che produce effetti concreti anche sulle entrate dei Comuni: l’imposta di soggiorno ha raggiunto i 26,3 milioni di euro, con un aumento del 14 per cento rispetto al 2024. Numeri che confermano come il turismo non sia più soltanto una risorsa stagionale, ma uno dei pilastri strutturali dello sviluppo economico del territorio.
