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BRINDISI - Il sindacato Cobas dichiara lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende Colser e Meridionale Servizi, impegnati nei servizi di pulizia per conto della ASL di Brindisi, e annuncia una mobilitazione contro il blocco dei concorsi e delle assunzioni nelle Sanitaservice pugliesi disposto dalla Regione Puglia. Una decisione che il sindacato contesta duramente, accusando la giunta regionale di iniziare ancora una volta i tagli alla sanità “dalla parte sbagliata”, colpendo lavoratori che non hanno alcuna responsabilità nelle difficoltà dei conti pubblici.

Il provvedimento, emanato dalla giunta regionale su indicazione dell’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, prevede lo stop alle nuove assunzioni in qualsiasi forma nelle società in house della sanità pugliese. Una scelta che, secondo i Cobas, avrà conseguenze dirette anche su Brindisi, dove verrebbe di fatto bloccata la possibilità di internalizzare il servizio di pulizie. “A tutto questo ci opporremo con determinazione attraverso la lotta”, avverte il sindacato, annunciando che la protesta verrà portata fino a Bari, “nel cuore del Consiglio regionale”.

Per i Cobas la decisione della Regione rappresenta un segnale preoccupante e rischia di scaricare sui lavoratori e sui cittadini pugliesi il peso del disavanzo sanitario, stimato in centinaia di milioni di euro. “La Regione intende partire proprio dai costi delle Sanitaservice per comprendere le cause del deficit, ma il sindacato respinge questa impostazione - attaccano i Cobas - A Brindisi non può essere imputata alcuna responsabilità anzi la gestione è stata attenta e oculata”.

Secondo l’organizzazione sindacale, il problema dei conti della sanità pugliese non può essere scaricato sulle società in house né sui loro dipendenti. Alla base degli sforamenti di bilancio, sostengono, ci sarebbero piuttosto il sottodimensionamento della spesa sanitaria e un sistema di ripartizione del fondo nazionale che continua a penalizzare le regioni del Sud. “Se la Puglia adotta provvedimenti così duri con un deficit di poco superiore ai 300 milioni di euro – osservano i Cobas – cosa dovrebbero fare regioni come la Lombardia, che registra un disavanzo di oltre un miliardo e mezzo, o il Piemonte con più di 800 milioni?”.

Il sindacato ricorda inoltre che il blocco delle assunzioni nelle società in house è uno scenario già visto in passato, durante la gestione dell’ex assessore alla Sanità Rocco Palese, una fase che secondo i Cobas ha prodotto pesanti conseguenze sui servizi e sul personale. “Oggi le Sanitaservice soffrono già di una forte carenza di organico che si traduce in carichi di lavoro sempre più pesanti per i dipendenti e in difficoltà operative nei servizi - denuncia Roberto Aprile dei Cobas -  Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente con il blocco delle assunzioni, fino al punto che molti lavoratori non riescono nemmeno a usufruire regolarmente delle ferie”.

Il timore espresso dal sindacato è che dietro il provvedimento possa nascondersi un progetto più ampio di ridimensionamento o smantellamento delle società in house. Un’ipotesi che i Cobas dicono di essere pronti a contrastare con forza per tutta la durata della legislatura. “L’unica eventualità che il sindacato sarebbe disposto a prendere in considerazione - spiegano - sarebbe il passaggio diretto di tutto il personale delle Sanitaservice negli organici delle ASL, una soluzione possibile anche dal punto di vista economico e che consentirebbe alle aziende sanitarie persino di risparmiare risorse”.

Per questo i Cobas chiedono all’assessore alla Sanità, al presidente della Regione e al direttore del Dipartimento Salute di ritirare immediatamente il provvedimento e di aprire un confronto con l’organizzazione sindacale per rivedere le decisioni sulle Sanitaservice, a partire dalla situazione di Brindisi e dalla necessità di procedere con l’internalizzazione del servizio di pulizia. “La vertenza - assicurano - è solo all’inizio”.