D’Attis tende la mano a Lobuono: “Forza Italia è dialogo, non muri”, ma il partito è in tempesta
Nel momento più difficile per gli azzurri, tra scontri regionali e scosse nazionali, il segretario pugliese rilancia il dialogo con Lobuono per difendere l’equilibrio di un partito messo alla prova dal “largo ai giovani” e dalle lotte interne
Nel momento forse più complesso della sua storia recente, Forza Italia prova a tenere insieme i fili di un equilibrio sempre più fragile, sia a livello regionale sia nazionale, e l’intervento del segretario pugliese Mauro D’Attis si inserisce proprio in questo quadro di tensioni incrociate. La sua presa di posizione per ricucire il rapporto con Luigi Lobuono non è soltanto un gesto politico, ma anche un segnale interno in una fase in cui il partito attraversa acque agitate. In Puglia, infatti, la competizione sotterranea tra lo stesso D’Attis e Francesco Paolo Sisto continua ad alimentare un braccio di ferro dietro le quinte che agita il partito, dividendo sensibilità e aree di riferimento e mettendo sotto stress una struttura che, negli ultimi anni, era riuscita a ritrovare una certa solidità. Tra le tensioni interne c’è quella di Raone e Caroppo, schierati contro l’area di Paride Mazzotta, secondo le indiscrezioni che circolano, con una sfida sotterranea che si è consumata anche durante la campagna elettorale. Le criticità sono destinate ad aumentare con la ricerca degli spazi giusti nelle prossime politiche.
È in questo contesto che D’Attis rivendica il valore del rapporto personale e politico con Lobuono, nato nel 1994 all’interno di Forza Italia e mai interrotto, ricordando come la candidatura di quest’ultimo alla Presidenza della Regione, espressa dal partito e sostenuta dal centrodestra, abbia rappresentato un patrimonio di competenze ed esperienza difficilmente sostituibile.
Il richiamo al dialogo e alla natura “non militare” di Forza Italia, partito aperto al confronto e alle differenze, suona anche come una risposta alle fibrillazioni interne, dove le incomprensioni rischiano di trasformarsi in fratture politiche. D’Attis insiste sulla volontà di superarle per individuare soluzioni condivise nell’interesse della Puglia e dei pugliesi, rivendicando una responsabilità collettiva che oggi appare più necessaria che mai. Sullo sfondo, però, pesa anche la crisi nazionale del partito, scossa dalla bordata arrivata dalla famiglia Berlusconi nei confronti del segretario Antonio Tajani, considerato da molti ormai destinato a un ridimensionamento per lasciare spazio a un cambio generazionale. Il mantra del “largo ai giovani”, rilanciato ai vertici, sta destabilizzando l’intera vecchia guardia azzurra, quella stessa classe dirigente che, soprattutto in Puglia, era riuscita a dare struttura e credibilità a un partito che fino a poco tempo fa annaspava.
Nonostante questo scenario complesso, D’Attis richiama il ruolo di Tajani, descritto come sempre attento alle dinamiche territoriali e impegnato fin dall’inizio a favorire una ricomposizione responsabile, convinto che con il supporto nazionale e la volontà di tutti si possa uscire dall’impasse. A suggellare il senso di appartenenza, il segretario regionale ribadisce una frase che è diventata quasi un manifesto identitario: “Luigi Lobuono è Forza Italia e Forza Italia è Luigi Lobuono”, confermando di pensarla ancora così. Un messaggio che guarda anche al futuro immediato, con gli auguri rivolti a Lobuono, che presiederà la prima seduta del nuovo Consiglio regionale della Puglia, lunedì 2 febbraio, in un passaggio simbolico che, nelle intenzioni di D’Attis, dovrebbe segnare l’inizio di una fase di maggiore coesione in un partito chiamato a ritrovare stabilità mentre tutto intorno il quadro politico continua a muoversi.
