Pulizie ASL, i sindacati: “Internalizzare subito”
Ieri, l’internalizzazione al centro del confronto in Commissione: risparmi milionari e stabilità per 315 lavoratori. FIALS e Cobas spingono, la Regione valuta
BRINDISI – Una partita che intreccia conti pubblici, diritti del lavoro e organizzazione dei servizi sanitari, e che ora entra nel vivo del confronto istituzionale. In III Commissione consiliare regionale si riaccende il dibattito sull’internalizzazione del servizio di pulizia e sanificazione della ASL di Brindisi, con FIALS e Cobas che convergono su una richiesta precisa: affidare direttamente le attività alla Sanitaservice ASL BR srl, società in house già operativa e considerata affidabile anche per esperienze pregresse nello stesso ambito.
A sostenere la proposta sono soprattutto i numeri del business plan 2026-2031, che evidenziano una differenza significativa tra le due opzioni: circa 9,6 milioni di euro per la gestione interna contro oltre 36,7 milioni dell’attuale affidamento esterno alla Col. Ser. Scrl, Iva inclusa. Un divario che, secondo le organizzazioni sindacali, dimostra come l’internalizzazione consentirebbe un forte risparmio per le casse pubbliche, eliminando i margini di profitto dei privati e includendo nel costo anche interventi straordinari che negli appalti esterni diventano spese aggiuntive.
Ma il nodo centrale resta quello occupazionale. Il servizio coinvolge oggi 315 lavoratori, distribuiti tra Col. Ser. Scrl e Meridionale Servizi, con contratti differenti che generano disparità economiche e normative. FIALS e Cobas chiedono che, in caso di internalizzazione, tutti vengano assunti a tempo pieno e indeterminato dalla Sanitaservice, con condizioni uniformi e allineate al resto del personale del Servizio sanitario regionale. Una richiesta che punta a garantire stabilità e riconoscimento professionale a chi opera quotidianamente nelle strutture sanitarie.
Nel corso dell’audizione è stato inoltre ribadito come la Sanitaservice abbia già dimostrato negli anni efficacia ed efficienza, grazie a un’organizzazione interna in grado di assicurare continuità e qualità del servizio. Da qui la richiesta di superare un sistema che, secondo i sindacati, produce discriminazioni ingiustificate tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni.
Sulla questione interviene anche l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, che mantiene una linea prudente ma aperta: “Stiamo valutando con la massima attenzione ore di lavoro, contratti e servizi erogati nel business plan, perché ogni decisione deve essere puntuale, correttamente giustificata e coerente, tutelando al tempo stesso la qualità del servizio e la dignità dei lavoratori”.
