Brindisi, via libera alla rottamazione dei tributi locali. Confesercenti entusiasta
Sanzioni ridotte e debiti alleggeriti per cittadini e imprese. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il regolamento per la definizione agevolata delle entrate: soddisfazione di Confesercenti
Il Consiglio comunale di Brindisi ha approvato venerdì scorso il nuovo regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, introducendo uno strumento che consentirà a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione fiscale pagando il solo tributo originario, con una riduzione significativa o l’azzeramento di sanzioni e interessi. Una decisione accolta con soddisfazione da Confesercenti provinciale, che da mesi sollecitava l’adozione della misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026.
La normativa nazionale ha infatti rafforzato l’autonomia fiscale dei Comuni, consentendo agli enti locali di attivare proprie forme di sanatoria, la cosiddetta “rottamazione quinquies”, con l’obiettivo di favorire il recupero dei crediti e alleggerire il carico economico sui contribuenti in difficoltà. Il provvedimento adottato dall’amministrazione brindisina punta proprio a sbloccare una situazione caratterizzata da difficoltà strutturali nella riscossione, con numerosi crediti fermi da anni e di difficile esazione.
Confesercenti ha espresso apprezzamento per la scelta del Consiglio comunale, sottolineando il valore della decisione anche per il metodo, che ha visto convergere sul provvedimento i voti della maggioranza e delle forze di opposizione. “Nel nostro ruolo di rappresentanza e mediazione tra imprese e istituzioni – ha dichiarato il presidente provinciale Michele Piccirillo – ringraziamo il Comune di Brindisi per una scelta importante, perché nella maggior parte dei casi le posizioni debitorie non derivano da evasione, ma da reali impossibilità di pagamento”.

Secondo l’associazione di categoria, il provvedimento rappresenta una risposta concreta alle difficoltà economiche che da anni interessano il territorio e che hanno messo molte micro e piccole imprese di fronte a scelte difficili. Spesso, spiegano da Confesercenti, gli operatori economici si trovano costretti a dare priorità al pagamento degli stipendi, delle bollette energetiche – il cui mancato saldo può comportare la sospensione della fornitura – o dei canoni di locazione, rinviando il pagamento delle cartelle. Una situazione che è stata richiamata anche nel corso del dibattito consiliare, dove diversi consiglieri hanno evidenziato la natura non evasiva ma contingente di molte morosità.
La definizione agevolata riguarderà i debiti derivanti da ingiunzioni di pagamento e accertamenti esecutivi relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, come previsto dalla normativa nazionale. Il Consiglio comunale ha inoltre ampliato la platea dei beneficiari attraverso un emendamento proposto dai gruppi di minoranza, includendo anche le ingiunzioni emesse e gli avvisi divenuti definitivi entro il 27 febbraio 2026.
Restano esclusi dal provvedimento i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti. Per il resto, l’amministrazione punta a favorire un duplice risultato: da un lato consentire ai contribuenti di rientrare in regola con condizioni sostenibili, dall’altro migliorare l’efficacia della riscossione, recuperando risorse che difficilmente sarebbero incassate con le procedure ordinarie.
Per il tessuto economico locale, composto in larga parte da piccole attività commerciali e artigianali, la misura rappresenta un’opportunità per chiudere pendenze accumulate negli anni e ripartire con maggiore serenità. Un segnale di collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo che, nelle intenzioni dell’amministrazione e delle associazioni di categoria, potrà contribuire a rafforzare la tenuta economica del territorio e a favorire un rapporto più equilibrato tra fisco locale e contribuenti.
