Sciabiche, cantieri rinviati: salva la stagione per ristoranti e pub
Accolta la richiesta di Confcommercio: i lavori sul lungomare partiranno dopo le feste patronali, evitando stop nelle settimane clou
BRINDISI – La stagione è salva per i ristoratori delle Sciabiche. I lavori di riqualificazione urbana previsti sul lungomare Thaon de Revel slitteranno infatti a dopo le festività patronali, scongiurando il rischio di uno stop proprio nei mesi più delicati per le attività della zona. Una decisione maturata al termine del confronto tra l’amministrazione comunale e Confcommercio Brindisi, che aveva sollevato con forza le preoccupazioni degli operatori.
A incidere era stata soprattutto la tempistica degli interventi, legata ai vincoli dei finanziamenti pubblici, che avrebbe comportato lo smontaggio dei gazebo e, di fatto, una drastica riduzione della capacità di lavoro per ristoranti e locali. Un impatto che si sarebbe fatto sentire in pieno periodo strategico, tra Pasqua, i ponti primaverili e l’avvio della stagione estiva, con inevitabili ripercussioni anche sul fronte occupazionale.
La segnalazione, avanzata dal presidente della Fipe Confcommercio Brindisi Marco Carruezzo insieme al dirigente Mino Silvestro, anch’egli operatore del comparto, è stata raccolta dal sindaco Giuseppe Marchionna, che ha avviato un confronto con gli uffici tecnici per individuare una soluzione in grado di conciliare le esigenze dei cantieri con quelle delle imprese.
Il punto di equilibrio è stato trovato rimodulando il cronoprogramma: si partirà con la ripavimentazione del piazzale Lenio Flacco, mentre l’intervento nell’area delle Sciabiche verrà posticipato a dopo le celebrazioni dei santi patroni. Una scelta che consente di non bloccare l’iter delle opere e, allo stesso tempo, di non compromettere il periodo più redditizio per le attività del lungomare.
Soddisfazione è stata espressa da Confcommercio Brindisi, che sottolinea come il risultato sia frutto di un confronto costruttivo con l’amministrazione. “Apprezziamo lo sforzo compiuto – evidenzia l’associazione – perché dimostra che attraverso il dialogo si possono trovare soluzioni capaci di tutelare l’interesse collettivo della città”.
Un passaggio che, al di là della vicenda specifica, segna anche un metodo: quello del confronto tra istituzioni e categorie economiche per gestire le trasformazioni urbane senza penalizzare il tessuto produttivo, soprattutto in fasi dell’anno decisive per l’economia locale.
G.G.
