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Si aggrava la situazione energetica e logistica regionale a causa degli effetti del conflitto in Iran. Dopo il rincaro del gasolio agricolo e l'aumento del costo dell'energia elettrica, anche fertilizzanti azotati stanno registrano aumenti significativi. A lanciare l'allarme è Coldiretti Puglia, che parla di uno “scenario critico che sta mettendo a dura prova la capacità delle imprese di sostenere le normali operazioni di campo”.

Emblematico il caso dell’urea, passata da 50 a 70 euro al quintale, mostrando come sia in atto uno vero e proprio shock che sta investendo i costi di produzione agricoli. In questo periodo, inoltre, i fertilizzanti risultano strategici per le attività agricole per le ultime concimazioni sul grano e per la preparazione dei terreni e le concimazioni di fondo in vista delle nuove semine e dei trapianti delle colture orticole.

L’aumento del costo dei carburanti innesca un effetto a cascata lungo tutta la catena della logistica, con oneri che ricadono sugli agricoltori e dunque sul consumatore finale. Le aziende agricole pugliesi rischiano di vedere ridursi drasticamente i propri margini, aumentando la difficoltà nel garantire continuità produttiva e con possibili ripercussioni sull’intera filiera agroalimentare regionale.

Il nodo della logistica - sottolinea Coldiretti Puglia - resta uno dei grandi problemi strutturali per il settore agricolo italiano. Paesi concorrenti come la Spagna stanno infatti guadagnando terreno in comparti strategici come l’ortofrutta non tanto per una qualità superiore, quanto per investimenti più consistenti in infrastrutture logistiche e sistemi di distribuzione”.

Coldiretti Puglia ribadisce l’urgenza di misure di sostegno, necessarie sia per calmierare i prezzi di carburanti e fertilizzanti sia per garantire la disponibilità delle forniture essenziali, per evitare che la crisi si traduca in un ulteriore aumento dei costi e in una perdita di competitività per l’intera filiera agroalimentare.