Come leggere e interpretare la classificazione del taglio all'interno di un certificato gemmologico
Continua il nostro appuntamento settimanale con il Gemmologo Giuseppe Rossi
In questo nuovo appuntamento con il mondo del diamante, vedremo insieme come leggere e interpretare la classificazione del taglio all'interno di un certificato gemmologico. A differenza del peso della purezza e del colore, dove un singolo dato è sufficiente ai fini della classificazione, per il taglio la questione si fa più complessa. È infatti solo attraverso l'analisi incrociata di più valori che emerge quanto la mano dell'uomo abbia influito nel trasformare un cristallo grezzo in quella gemma straordinaria che è il cuore della gioielleria. Per agevolare la spiegazione, ho riportato in copertina un'immagine con la nomenclatura completa delle parti che compongono il taglio brillante moderno. Come abbiamo accennato nella rubrica precedente, questo taglio deve rispettare proporzioni e angoli precisi affinché il diamante possa sprigionare la sua massima brillantezza; si tratta di un concetto fondamentale, poiché queste proporzioni determinano se la luce, una volta entrata nel diamante, verrà riflessa verso l'occhio come uno specchio o se “scapperà” dal fondo della pietra, rendendola spenta e buia.
Questi dati sono riportati nel certificato accanto allo schema stilizzato della pietra. Qui troviamo indicati gli angoli della corona e del padiglione, oltre alle misure di tavola, cintura, corona e padiglione, tutte espresse in percentuale. Vi sarete chiesti “Perché proprio in percentuale?” “E rispetto a cosa?”. Poiché non è possibile stabilire misure ideali in millimetri per ogni caratura, si è scelto di adottare come riferimento il diametro medio della cintura, rapportando a esso tutte le altre dimensioni.
Noterete che parlo di “diametro medio” nonostante il diamante sia rotondo. Il motivo è semplice: sebbene a occhio nudo appaia perfettamente circolare, misurazioni millimetriche rivelano sempre due diametri (uno minimo e uno massimo). Questi valori sono indicati nel riquadro “misure”, insieme all'altezza totale della pietra. Sarebbe lungo e complesso elencare qui ogni singola combinazione ideale di angoli e proporzioni, anche perché spesso set di parametri differenti portano ugualmente a ottimi risultati. Per aiutarci a comprendere rapidamente la qualità del lavoro svolto, il certificato ci fornisce tre parametri fondamentali, ognuno valutato con un giudizio che va da Excellent a Poor:
- Simmetria: riguarda l'equilibrio armonico tra le parti. Vengono valutati l'allineamento delle faccette, la centratura della tavola e dell'apice, e l'eventuale presenza di faccette distorte.
- Finitura o Lucidatura: indica la precisione tecnica dell'esecuzione. Si osserva la qualità della lucidatura superficiale, la lavorazione della cintura e l'eventuale presenza di segni o graffi lasciati dagli strumenti di taglio.
- Qualità del taglio (Cut grade): è il giudizio complessivo. Indica quanto il diamante risulti luminoso e scintillante, sintetizzando in un unico voto l'analisi delle proporzioni e delle misurazioni riportate nello schema grafico.
In conclusione, è bene ricordare che questi parametri sono estremamente difficili da percepire a occhio nudo. Solo un'analisi attenta e scrupolosa, condotta al microscopio da un gemmologo professionista può garantire una valutazione corretta e definitiva.
A venerdì prossimo.
Gemmologo, Giuseppe Rossi
Graduate Gemologist, Diamonds and Colored Stones G.I.A. Perito ed Esperto C.C.I.A.A. n.119
Membro Collegio Gemmologi Italiani n. 353
Consulente Tecnico Ufficio, Tribunale di Lecce
