“L’Italia si prepara a riconoscere ufficialmente il valore terapeutico della cultura”. L’annuncio diffuso nei giorni scorsi da diverse testate giornalistiche nazionali mi conferma una certezza su cui ho sempre puntato. La cultura e tutte le espressioni artistiche curano e accarezzano l’anima molto meglio di ogni rimedio prescritto dal dottore. Lo dichiara anche l’ultimo protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute per promuovere la prescrizione dell’arte come supporto alle cure mediche approvato in Conferenza Stato-Regioni pochi giorni fa.

Alcuni studi lo confermano: la partecipazione ad attività culturali può contribuire alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie, nonché alla gestione e al trattamento delle patologie. I risultati di un report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno dimostrato come la cultura sia uno strumento cardine di prevenzione, socializzazione e benessere, ma anche mezzo ideale per raggiungere obiettivi di inclusione, accoglienza, costruzione di relazioni di comunità. Le evidenze indicano associazioni tra attività culturali legate all'arte e risultati positivi per la salute. Ad esempio, è stato dimostrato che la danza per il Parkinson e le visite ai musei per le persone con demenza consentono di gestire queste malattie e che sintomi come il comportamento aggressivo o il pianto divengono meno frequenti. Un'azione facile da attuare è ad esempio l'ascolto di musica prima e dopo un intervento chirurgico: è stato dimostrato che questo diminuisce l'ansia dei pazienti e ne favorisce la guarigione. Le attività culturali benefiche per la salute sono diverse e numerose. La musica, la recitazione e la narrazione, la danza, la lettura, la scrittura, la pittura, la fotografia e il cinema, le arti visive, la architettura e design, così come la fruizione del patrimonio culturale o le visite ai musei, possono svolgere un importante ruolo sociale nella promozione della salute.

Su questa dimensione possiamo quindi sostenere che progettare, impegnarsi, investire in cultura significa puntare sull’educazione e senz’altro sulla prevenzione. E significa certamente dedicarsi a “costruire bellezza” condivisa. Proprio come i programmi comunitari e i fondi 2021-2027 sulla cultura e la creatività o quelli destinati alla prevenzione della salute. E come le tele “co-dipinte” dagli Artisti con disabilità e non, partecipanti al mio progetto internazionale “Arte per tutti e con tutti – Confluenze creative” inaugurato a Bruxelles un mese fa al Parlamento europeo. Una mostra itinerante che adesso parte per diversi Paesi europei (ed extraeuropei) con la prima tappa a Roma, per essere ammirata dal 7 marzo al 7 aprile nella sede del Parlamento europeo a Roma “Europa Experience David Sassoli”. Emozioni culturali che cattureranno gli sguardi di molti e che punteranno dritti al cuore dei visitatori. Dipinti che, ne sono certa, fanno bene alla salute di ognuno, nessuno escluso.

Chiara Gemma

Parlamentare Europeo