È un piatto molto elegante che coniuga la dolcezza della seppia con l’amaro dei carciofi. Le patate non possono mancare perché rendono il tutto più armonico. Indispensabile anche il peperoncino fresco che apporta quel tocco di erbaceo che dona freschezza al piatto. E, a proposito di freschezza, questo appartiene alla categoria dei piatti pugliesi tuttu paru, nel senso che gli ingredienti vengono messi in pentola tutti assieme senza una preventiva cottura o frittura. Parrebbe una scelta salutista, e in effetti lo è, ma in realtà lo scopo di cucinare tuttu paru è quello di non alterare troppo il sapore degli ingredienti che però devono essere degni di tale trattamento. In altre parole, il pesce deve essere vivo e pescato in Adriatico, le verdure devono essere pugliesi … e l’olio? Anche.

La ricetta

  Dosi per 4 persone:

- 1 kg di seppie

- 3 patate

- 3 carciofi

- 5 pomodorini

- 1 cipolla piccola

- 1 spicchio d’aglio

- 1 pugno di prezzemolo

- 1 cucchiaino di origano anche secco

- 1/2 peperoncino piccante fresco

- sale

- 1/2 bicchiere d’olio extravergine d’oliva

Tagliare a striscioline le seppie pulite, a fette le patate, a spicchi i carciofi, in quattro i pomodorini e a fettine la cipolla, tritare il prezzemolo.

In un tegame di coccio mettere a freddo tutti gli ingredienti compreso l’olio, unire un bicchiere d’acqua, dare una mescolata, coprire e cuocere a fuoco bassissimo per circa 1/2 ora.

La seppia in Puglia è chiamata siccia, purpo siccia, cecce, oppure, se piccola, scarpetta o scarpiteddha.

Ha otto tentacoli corti e due lunghi.

Un tempo era anche utilizzata per la produzione di un colore, il seppia, appunto, con la sacca d’inchiostro che le serve come difesa per sfuggire ai predatori.

Dario Ersetti da bridgepugliausa.it