aeroporto brindisi

I lavori per il collegamento Aeroporto del Salento e la Stazione ferroviaria di Brindisi restano fermi e tornano al centro del dibattito politico. Dall'audizione dei vertici RFI è emerso che, nonostante la consegna dei lavori risalga ad ottobre 2024, il cantiere non è mai entrato nel vivo se non per alcune operazione preliminari. Nel corso del confronto è emerso anche che il finanziamento è al sicuro grazie a una rimodulazione degli obiettivi.

La salvaguardia dei 60 milioni di euro del Pnrr è una notizia positiva, ma non può bastare a rassicurare un territorio che aspetta risposte concrete”, spiega la consigliera regionale del Partito Democratico, Isabella Lettori, a margine dell'audizione. "Siamo preoccupati perché se da un lato la burocrazia salva i fondi trasformando il traguardo in cento metri di rilevato entro giugno 2026, dall'altro non abbiamo ancora una data certa per l'attivazione del servizio. I 3,3 milioni di passeggeri dello scalo brindisino non possono continuare a vivere l'attuale odissea dei trasporti”.

Si evidenziano inoltre le fragilità della catena degli appalti, con il coinvolgimento di tre imprese colpite da crisi finanziarie in pochi anni. “È evidente che qualcosa nel sistema delle tutele non ha funzionato - spiega Lettori - Nonostante il rispetto formale delle norme, i bandi di gara non sembrano aver garantito clausole sufficienti a proteggere la stazione appaltante da questi continui stop”. 

"Il raccordo ferroviario non è solo un binario, è un’infrastruttura strategica per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo turistico di tutto il Salento e della Puglia. Continueremo a monitorare ogni passaggio affinché alle rassicurazioni tecniche seguano finalmente i fatti e la ripresa immediata dei lavori", conclude.

Sul tema interviene anche Paolo Pagliaro, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia: “Forse si riusciranno a salvare i 60 milioni di euro di fondi PNRR stanziati per collegare l’Aeroporto del Salento con la stazione ferroviaria di Brindisi, ma chissà quando vedremo l’opera realizzata”.

I fondi, infatti, non andranno persi grazie ad un meccanismo di compensazione previsto dal programma, ma ciò “non dà alcuna certezza sulla realizzazione dell’opera". L'orizzonte temporale è un'incognita e “Non resta quindi che incrociare le dita e sperare che non fallisca anche l’ultima ditta aggiudicataria, ma rimane la grande amarezza per un traguardo che inseguiamo da vent’anni e che slitta ancora, mentre l’aeroporto di Bari è collegato alla stazione già da tredici anni, e rimane lo sconcerto per un sistema di bandi pubblici che di fatto non garantisce la solidità finanziaria delle imprese a cui vengono affidati i lavori”.