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La crisi covava da tempo, ma ora è esplosa ufficialmente. A Brindisi si consuma uno strappo politico che mette in seria difficoltà l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Marchionna: il coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia ha annunciato di non riconoscere più come propri rappresentanti in giunta la vice sindaca Giuliana Tedesco e l’assessore Antonino Pisanelli. 

Un atto formale che certifica una frattura maturata nel corso di mesi e che ora rischia di trasformarsi in una vera e propria crisi politica alla vigilia di passaggi amministrativi delicati, a partire dal bilancio. Già dall’estate del 2025 il partito aveva manifestato malumori e chiesto un rimpasto dell’esecutivo, lamentando una scarsa condivisione delle scelte e un assetto ritenuto non più rispondente agli equilibri interni alla coalizione. 

Il sindaco aveva provato a prendere tempo, parlando di una verifica e smorzando i toni, mentre alcune caselle restavano scoperte, come quella delle Attività produttive, vacante da mesi dopo le dimissioni dell’assessore in quota Casa dei Moderati. La svolta è arrivata dopo la riunione del coordinamento cittadino del 9 febbraio scorso, alla presenza dei consiglieri comunali del partito, conclusasi con la richiesta unanime di revoca immediata degli assessori espressione di FdI. 

La comunicazione formale al primo cittadino è partita l’11 febbraio, ma, secondo quanto riferito dal coordinatore Massimiliano Oggiano, non sarebbe arrivato alcun riscontro. Da qui la decisione di “disconoscere” politicamente Tedesco e Pisanelli, in attesa di un ripristino della delegazione in giunta che sia pienamente legittimata dal partito e dal gruppo consiliare. Una mossa che lascia il sindaco davanti a un bivio: procedere con un rimpasto, aprire una trattativa o tentare di ricucire uno strappo che appare ormai profondo. 

Nel frattempo l’opposizione affonda il colpo. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Roberto Fusco, parla apertamente di centrodestra nel caos e di una città “ostaggio dei giochi di potere”, accusando Marchionna di non essere riuscito a garantire stabilità e visione su dossier cruciali come sviluppo economico, porto, agricoltura e commercio. Secondo il M5S, più che un’azione di governo si starebbe assistendo a una gestione di pura sopravvivenza politica. La partita ora si gioca tutta nelle prossime mosse del sindaco e nella tenuta della maggioranza, mentre in città cresce la sensazione che la crisi non sia un fulmine a ciel sereno ma l’epilogo di un logoramento iniziato da lontano e mai davvero risolto.