xylella

Coldiretti Puglia sostiene l'impegno della Regione Puglia nel trovare una soluzione definitiva al tributo 630, ritenuto ingiusto perché spesso richiesto alle aziende agricole per opere di bonifica mai realizzate o da cui non hanno tratto beneficio. L'organizzazione chiede di superare definitivamente il lungo commissariamento dei Consorzi di bonifica, garantendo maggiore equità e trasparenza, ritenendo inoltre che le risorse necessarie debbano provenire dal bilancio regionale e non dai fondi destinati al Piano straordinario per la rigenerazione olivicola, che hanno finalità specifiche e vincolate.

Allo stesso tempo, secondo l'organizzazione, è necessario che la stessa Regione riunisca il tavolo regionale di partenariato e assuma un ruolo di coordinamento e di impulso nell'ambito del Tavolo nazionale permanente sulla Xylella fastidiosa, promuovendo la rimodulazione delle misure ancora attuabili del primo Piano straordinario e l'attivazione del secondo Piano di rigenerazione, adeguandolo all'effettiva estensione dell'area infetta e ai nuovi fabbisogni delle imprese agricole.

"Comprendiamo perfettamente la volontà della Regione di dare una risposta agli agricoltori sul tributo 630, una vicenda che rappresenta da anni una ferita aperta e sulla quale serve una soluzione definitiva. Ma sarebbe un errore utilizzare risorse nate per un'altra emergenza. I fondi destinati alla rigenerazione della Xylella devono continuare a finanziare esclusivamente la ricostruzione produttiva, economica e paesaggistica dei territori colpiti", afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo. "Non possiamo dimenticare che migliaia di aziende agricole rimaste fuori dal primo perimetro della Xylella non hanno beneficiato né delle indennità compensative né di tutte le misure previste dal Piano originario", sottolinea il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.

Coldiretti Puglia sottolinea come le risorse del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola sono già insufficienti: per i reimpianti sono state presentate oltre 8.100 domande per più di 222 milioni di euro, a fronte di soli 80 milioni disponibili. Inoltre, i 30 milioni stanziati nel 2024 per le aree colpite dalla Xylella non sono ancora utilizzabili, poiché il bando non è stato pubblicato. Secondo l'organizzazione, anche il disegno di legge ColtivaItalia conferma la necessità di ulteriori risorse per sostenere il reimpianto degli ulivi.

Il primo Piano straordinario aveva inoltre previsto – aggiunge Coldiretti Puglia - importanti misure di sostegno al reddito per le aziende agricole ricadenti nell'originaria area interessata dall'emergenza. Un sostegno che non è stato invece riconosciuto agli agricoltori dei territori successivamente raggiunti dalla diffusione della Xylella, pur avendo subito gli stessi danni economici e produttivi. Nel frattempo l'emergenza non si è fermata e in dodici anni la zona colpita dalla Xylella si è progressivamente estesa ben oltre il perimetro originario del Piano, interessando oggi oltre 8.000 chilometri quadrati, più di 320 comuni tra area infetta e zona cuscinetto e circa 21 milioni di ulivi compromessi".

Viene anche ricordato come il comprensorio interessato dal tributo di bonifica si estenda fino alla Città metropolitana di Bari, mentre le risorse del Piano straordinario siano destinate prevalentemente alla provincia di Lecce ed in parte alle province di Brindisi e Taranto, quindi due aree differenti e due finalità completamente diverse che non possono sovrapporsi. La rimodulazione, secondo l'organizzazione, dovrebbe riguardare esclusivamente il rafforzamento degli interventi di rigenerazione delle aree colpite dalla Xylella, il completamento dei reimpianti, il finanziamento degli espianti ancora necessari, il sostegno al reddito delle aziende agricole escluse dalle precedenti misure e la piena attuazione del secondo Piano nazionale di rigenerazione.

La soluzione al tributo 630 è necessaria e non più rinviabile. Ma deve essere costruita attraverso risorse autonome della Regione Puglia, senza compromettere fondi già oggi insufficienti per affrontare una delle più gravi emergenze fitosanitarie che abbiano colpito l'agricoltura italiana”, conclude Coldiretti Puglia.