Movida brindisina: dopo anni di esposti e tensioni, arriva la resa dei conti
Il sindaco Marchionna spiega che ogni tentativo di mediazione è naufragato. Nel decreto del gip rumori fuori controllo, intimidazioni e un ferimento
BRINDISI - Non è stata una notte fuori misura, né un singolo episodio a far scattare i sigilli, ma una lunga scia di segnalazioni, verbali e interventi rimasti senza conseguenze concrete. Le indagini sulla movida brindisina hanno portato al sequestro preventivo di cinque locali del centro cittadino, al termine di un percorso investigativo avviato diversi anni fa e alimentato dalle continue denunce dei residenti esasperati da musica ad alto volume, urla, assembramenti notturni e spettacoli pirotecnici esplosi ben oltre la mezzanotte. Un clima che, secondo quanto ricostruito nel provvedimento firmato dal gip Simone Orazio, sarebbe degenerato in più occasioni fino a sfociare in minacce e in un episodio di violenza che ha coinvolto un minore.
Nel mirino dell’autorità giudiziaria sono finiti 5 locali molto gettonati del centro storico. I titolari devono rispondere, a vario titolo, delle ipotesi di disturbo del riposo e di svolgimento abusivo di attività rumorose. Il decreto descrive un sistema di intrattenimento andato avanti nel tempo senza le necessarie autorizzazioni, con dj set, feste ed eventi accompagnati da musica amplificata e fuochi d’artificio, in violazione sia della normativa regionale sia della legge quadro nazionale sull’inquinamento acustico. Nessuno dei locali, viene evidenziato, avrebbe presentato la Scia obbligatoria per questo tipo di iniziative.
Le prime proteste dei residenti risalgono al 2021, ma il flusso di esposti non si è mai interrotto, anzi si è intensificato negli anni successivi, fino al 2024. Le testimonianze raccolte parlano di notti insonni scandite da decibel ben oltre i limiti consentiti, cori, schiamazzi e botti improvvisi. In più di un caso, chi aveva provato a chiedere il rispetto delle regole avrebbe ricevuto intimidazioni da parte di clienti infastiditi. Il fatto più grave, riportato negli atti, riguarda il ferimento del figlio di un residente, colpito da un bicchiere lanciato da un avventore: un episodio che ha già avuto un epilogo giudiziario con una condanna per il gestore coinvolto.
L’ordinanza del gip passa in rassegna, uno per uno, i comportamenti contestati ai singoli locali. Per uno dei locali della movida le telecamere installate dalla polizia giudiziaria avrebbero documentato eventi musicali protratti fino a notte fonda anche dopo l’adozione di specifiche ordinanze comunali che imponevano lo stop alla diffusione sonora. Una condotta che, secondo il giudice, evidenzierebbe una ostinata violazione delle regole e un atteggiamento di totale disprezzo delle prescrizioni.
I difensori dei gestori, tra cui l’avvocato Arturo Perrone, stanno ora valutando le iniziative da intraprendere per contestare il sequestro. Intanto il caso riaccende il dibattito sulla gestione della movida. Il presidente di Confesercenti, Michele Piccirillo, ribadisce la necessità di superare la contrapposizione tra residenti e imprese, chiedendo una regia condivisa che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine e categorie economiche per definire regole chiare su orari, rumore, sicurezza e uso degli spazi pubblici.
Sul fronte politico, il sindaco di Brindisi, Pino Marchionna, rivendica i tentativi di mediazione messi in campo dall’amministrazione, spiegando come ogni ipotesi di accordo sia naufragata tra ricorsi e contrapposizioni. Dopo l’annullamento al Tar di una precedente ordinanza, il Comune ha scelto di attenersi rigidamente alla normativa regionale e al piano di classificazione acustica, ritenendo impraticabile una soluzione condivisa. Una posizione che viene duramente criticata dall’ex consigliere comunale Giulio Gazzaneo, che parla di fallimento politico e di resa dell’ente locale, pur riconoscendo la legittimità dell’intervento della magistratura. La sensazione, tra le strade del centro, è che la vicenda segni un punto di non ritorno nel difficile equilibrio tra diritto al riposo e vitalità notturna della città.
