angelo pomes

OSTUNI – Non è stato un colpo di scena, ma l’epilogo di una crisi lunga mesi: tredici consiglieri comunali si sono presentati davanti a un notaio e hanno rassegnato contemporaneamente le dimissioni, decretando la fine anticipata dell’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Pomes e aprendo la strada al commissariamento del Comune. Una caduta che trascina con sé anche la Provincia di Brindisi, perché Pomes era stato eletto da poche settimane presidente dell’ente: la sfiducia, dunque, porterà inevitabilmente a nuove elezioni anche a livello provinciale.

Il crollo politico arriva dopo un lento logoramento degli equilibri interni alla maggioranza, rimasta per mesi appesa a numeri risicati. A risultare decisiva è stata la scelta di Laura Greco, ex assessora e consigliera comunale, che già da settimane aveva preso le distanze dall’amministrazione, dichiarandosi indipendente dopo l’uscita da “Consenso Civico”. La sua firma si è aggiunta a quelle di altri consiglieri, sancendo la rottura definitiva.

A staccare la spina sono stati Laura Greco, Domenico Tanzarella, Andrea Pinto, Giovanni Parisi, Madia Roma, Rosa Santoro, Giuseppe Francioso, Antonella Palmisano, Guglielmo Cavallo, Giovanni Zaccaria, Giuseppe Bagnulo, Giovanni Spennati e Francesco Semerano. Un fronte trasversale che ha unito ex alleati e opposizione, rendendo inevitabile lo scioglimento anticipato del consiglio comunale.

Le radici della crisi affondano nello scorso luglio, quando il sindaco revocò le deleghe a tre assessori dell’area socialista, aprendo una frattura mai più ricomposta. Da quel momento, la giunta ha continuato a reggersi su equilibri sempre più fragili, tra cambi di schieramento e tensioni crescenti. Negli ultimi mesi lo scontro politico si era fatto ancora più acceso, soprattutto sui dossier più delicati per la città, come i progetti turistici, la gestione del Parco delle Dune Costiere e le scelte urbanistiche.

“La decisione di dimettermi dal ruolo di consigliera comunale insieme ad altri colleghi non è stata né semplice né presa a cuor leggero”, ha dichiarato Laura Greco, spiegando come, a suo avviso, fosse venuto meno il metodo del confronto democratico, sostituito da una gestione incentrata su equilibri interni e logiche di potere. Parole che fotografano il clima politico che ha accompagnato gli ultimi mesi di amministrazione.

La caduta del Comune produce effetti immediati anche sul piano istituzionale più ampio. Con la decadenza da sindaco, Angelo Pomes perde automaticamente anche la carica di presidente della Provincia di Brindisi, conquistata solo a marzo. In attesa delle nuove elezioni, le funzioni saranno assunte dal vicepresidente facente funzioni, il sindaco di Torchiarolo Elio Ciccarese.

Per Ostuni si apre ora la fase del commissariamento prefettizio, che traghetterà la città verso le urne, previste nella primavera del 2027. Ma la partita politica è già iniziata: la crisi che ha travolto l’amministrazione Pomes non segna solo la fine di un’esperienza di governo, ma ridisegna gli equilibri dell’intero territorio, con ripercussioni che andranno ben oltre i confini comunali.