Da bene confiscato a centro di rinascita: un milione di euro per il riscatto sociale a Brindisi
Il Comune ottiene il finanziamento e trasformerà un immobile sottratto alla criminalità organizzata in un Centro di Giustizia Territoriale dedicato al reinserimento di detenuti ed ex detenuti. Saponaro: “Concreta opportunità di legalità e dignità”
BRINDISI – Un immobile confiscato alla criminalità organizzata si prepara a diventare un luogo di inclusione, legalità e seconde possibilità. Il Comune di Brindisi si è aggiudicato un finanziamento di un milione di euro nell’ambito dell’Avviso “Una Giustizia più inclusiva”, promosso dal Ministero della Giustizia attraverso il Programma Nazionale “Inclusione e lotta alla povertà” 2021-2027. Questa mattina, nei locali di via Appia destinati a ospitare il nuovo progetto, si è svolto un incontro operativo al quale hanno partecipato l’assessore ai Servizi Sociali Ercole Saponaro, l’assessora al Patrimonio Caterina Cozzolino, i tecnici del Comune e quelli della Regione Puglia.
L’iniziativa è rivolta alle persone in uscita dal carcere o sottoposte a misure di esecuzione penale esterna, nell’ambito del circuito AMA ES-SPES, e punta a favorirne il reinserimento sociale e lavorativo attraverso percorsi di orientamento, formazione professionale, supporto abitativo e accompagnamento all’occupazione. Determinante per il successo della candidatura brindisina è stata la collaborazione tra il settore Patrimonio e quello dei Servizi Sociali del Comune.
«Abbiamo messo a disposizione una struttura sequestrata alla mafia e ottenuto le risorse per trasformarla in un’opportunità concreta di riscatto sociale – ha dichiarato l’assessore Ercole Saponaro –. Vogliamo dare la possibilità, a chi domani uscirà dal regime carcerario e dal regime di semilibertà, di trovare una strada di legalità e di giustizia, che possa consentire una vita dignitosa».
Brindisi entrerà a far parte della rete regionale dei Centri di Giustizia Territoriale, uno dei sei poli previsti in Puglia secondo il modello “Hub and Spoke”. Il centro principale sarà collocato a Bari, mentre gli sportelli multiservizio territoriali sorgeranno nelle province di Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Foggia, Lecce e Taranto, con l’obiettivo di garantire una presenza diffusa e interventi di prossimità. Per il progetto SPES la Regione Puglia potrà contare complessivamente su oltre 4 milioni di euro.
Il cuore dell’iniziativa brindisina sarà proprio l’immobile di via Appia, oggi patrimonio comunale dopo la confisca alla criminalità. Grazie alle risorse ministeriali, l’edificio sarà completamente riqualificato, dotato di nuovi impianti e reso pienamente accessibile. Al suo interno troveranno spazio un’area accoglienza, postazioni dedicate agli operatori dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna e dei partner territoriali, ambienti polifunzionali e stanze per colloqui individuali. Il Centro di Giustizia Territoriale dovrebbe entrare in funzione entro giugno 2027 e, per i primi cinque anni, non comporterà alcun costo per il Comune: gestione e personale saranno infatti interamente finanziati dal Programma Nazionale. La gestione operativa sarà affidata a enti del Terzo Settore con comprovata esperienza nel settore, in collaborazione con Regione Puglia, ARTI, Comune di Brindisi e UEPE, completando così un percorso che trasforma un simbolo dell’illegalità in uno strumento concreto di inclusione e reinserimento sociale.
