Una boa “intelligente” per difendere il mare: Torre Guaceto diventa sentinella del Mediterraneo
Dati in tempo reale e rete nazionale: il monitoraggio locale si trasforma in strategia per la tutela dell’ecosistema marino
Una nuova alleata per la salute del mare entra in funzione nell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto, dove è stata installata una boa ecosostenibile capace di raccogliere dati fondamentali per comprendere e proteggere l’ecosistema marino, trasformando il monitoraggio locale in un tassello di una più ampia strategia nazionale. Il dispositivo consentirà al Consorzio di Gestione di Torre Guaceto di adattare le proprie azioni di tutela alle reali esigenze ambientali, contribuendo allo stesso tempo a una visione complessiva dello stato di salute del cosiddetto “polmone blu” italiano.
“DigitaAP è un progetto in corso di svolgimento del Ministero dell’ambiente e della transizione ecologica - ha spiegato il presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Rocky Malatesta -, con la direzione scientifica dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e l’impiego della tecnologia sviluppata da ETT S.p.A. - Dedagroup (attraverso l’impiego dei fondi PNRR, Missione M2, Componente 4, Investimento 3.2), che mira a digitalizzare e standardizzare le attività di monitoraggio della biodiversità nei Parchi Nazionali e nelle Aree Marine Protette, migliorando l’efficienza e l’integrazione dei dati e potenziando lo stato delle conoscenze sulla biodiversità”.
L’installazione della boa rientra infatti tra gli interventi destinati alle Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea, ovvero quelle realtà che si distinguono per qualità della gestione, tra cui figura proprio Torre Guaceto, e introduce una tecnologia avanzata capace di monitorare in continuo le condizioni del mare. Grazie a una sensoristica sofisticata, il sistema rileva parametri essenziali come temperatura dell’acqua, salinità, ossigeno disciolto, conducibilità, clorofilla a e ficoeritrina, elementi chiave per valutare la produttività biologica, affiancati da strumenti per l’analisi del moto ondoso, dell’intensità e della direzione del vento e delle correnti marine attraverso un correntometro.
Particolare attenzione è stata riservata alla sostenibilità dell’intervento: la boa e il suo sistema di ancoraggio sono stati progettati secondo criteri di biocompatibilità e minimo impatto ambientale, nel pieno rispetto degli habitat sensibili presenti nell’area, come i fondali sabbiosi caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica. La raccolta continua dei dati rappresenta un salto di qualità per le capacità gestionali del Consorzio, che potrà contare su strumenti più avanzati per il controllo, la pianificazione e la valutazione delle misure di tutela ambientale, ma anche per lo studio dei fenomeni legati al cambiamento climatico, osservando nel tempo le variazioni fisiche, chimiche e biologiche del mare. Le informazioni acquisite non resteranno confinate a livello locale, ma confluiranno in una rete informativa nazionale che collega tutte le Aree Marine Protette coinvolte nel progetto, creando una vera e propria infrastruttura di osservazione distribuita lungo le coste italiane e rafforzando così sia le strategie di tutela dei singoli territori sia la governance complessiva del sistema marino nazionale.
