Alga tossica, l’allarme rientra a Torre Canne: Arpa riapre di fatto il mare ai bagnanti
Il monitoraggio della prima quindicina di luglio certifica un netto calo della concentrazione di Ostreopsis ovata. Dopo le preoccupazioni delle prime settimane, la microalga tossica torna sotto controllo e il rischio diminuisce
L’emergenza dell’“alga tossica” sembra ormai alle spalle a Torre Canne. Il monitoraggio eseguito da Arpa Puglia nella prima quindicina di luglio fotografa infatti un deciso miglioramento della situazione lungo il tratto di costa brindisino, dove nelle settimane precedenti la presenza della microalga Ostreopsis ovata aveva destato preoccupazione per gli elevati valori registrati sui fondali e per i possibili effetti sulla salute pubblica. I nuovi dati evidenziano un netto calo della concentrazione della specie e, soprattutto, valori praticamente irrilevanti nella colonna d’acqua, quella con cui i bagnanti entrano direttamente in contatto durante la balneazione. Un quadro che consente di guardare con maggiore serenità alla stagione estiva e rappresenta un sostanziale via libera alla frequentazione della spiaggia di Torre Canne.
Nelle prime due settimane di monitoraggio la situazione aveva destato particolare attenzione, tanto da richiedere un controllo costante da parte dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. La fioritura della microalga era stata favorita da un insieme di condizioni climatiche particolarmente favorevoli: temperature elevate, alta pressione atmosferica, forte irraggiamento solare e mare rimasto calmo per molti giorni consecutivi. Proprio questi fattori consentono a Ostreopsis ovata di proliferare rapidamente sulle coste rocciose del Mediterraneo durante i mesi estivi.
Secondo gli studiosi, la microalga non è originaria del Mediterraneo ma sarebbe arrivata accidentalmente attraverso le acque di zavorra delle navi mercantili. Le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi risalgono agli anni 2000-2001 e da allora il fenomeno viene monitorato ogni estate. In Puglia Arpa controlla da giugno a settembre venti siti costieri distribuiti lungo l’intero litorale regionale, con campionamenti quindicinali che diventano più frequenti quando viene rilevata una fioritura significativa.
La presenza di Ostreopsis ovata viene osservata con particolare attenzione perché la specie produce una tossina simile alla palitossina, che può provocare sofferenze e morie di organismi marini come ricci, stelle marine, granchi e molluschi. Per l’uomo, invece, il rischio maggiore si verifica soprattutto dopo le mareggiate, quando l’aerosol marino può diffondere la tossina nell’aria provocando disturbi temporanei quali riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti e congiuntiviti nelle persone più sensibili.
Il miglioramento registrato a Torre Canne rappresenta quindi una notizia rassicurante sia per residenti sia per turisti. Restano comunque valide le raccomandazioni delle autorità sanitarie: in caso di nuove fioriture certificate è opportuno evitare la permanenza lungo le coste rocciose durante le mareggiate e limitare il consumo di ricci di mare, che possono accumulare la tossina nutrendosi delle alghe. Per il momento, però, i dati del monitoraggio confermano che la fase più critica sembra essersi conclusa e che la concentrazione della microalga è tornata su livelli decisamente inferiori rispetto a quelli che avevano caratterizzato l’inizio di luglio.
