Cracking Versalis e gigafactory, il Pd: “Tutele per i lavoratori e garanzie per il polo”
Cannalire, Carbonella e Aggiano: svolta nella transizione ecologica, ora servono impegni concreti per occupazione e filiera

BRINDISI - Il futuro del polo petrolchimico di Brindisi entra in una fase cruciale tra prospettive di rilancio industriale e richieste di garanzie per i lavoratori, con i consiglieri comunali del Partito Democratico Francesco Cannalire, Alessio Carbonella e Denise Aggiano che chiedono tutele precise alla luce delle recenti novità che riguardano il sito. La possibile vendita dell’impianto di cracking di Eni Versalis, accompagnata dalla nomina di JP Morgan come advisor, viene indicata come un passaggio decisivo per il percorso di transizione ecologica e per il rilancio di un asset strategico, risultato che, sottolineano, premia la visione e l’azione del deputato del Partito Democratico Claudio Stefanazzi, protagonista di un pressing parlamentare e territoriale ritenuto determinante per difendere un patrimonio industriale di rilevanza nazionale.
Sul fronte della riconversione, il comunicato evidenzia come le istituzioni regionali abbiano ottenuto garanzie e tempi certi per la realizzazione della nuova gigafactory destinata alla produzione di batterie per l’accumulo energetico: il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro e l’assessore allo Sviluppo Economico Eugenio Di Sciascio hanno ricevuto conferma che la posa della prima pietra dell’impianto targato Eni Storage System avverrà entro giugno, segnando un passaggio chiave per l’avvio della riconversione del sito industriale.
Una prospettiva che, secondo i consiglieri dem, testimonia una visione politica orientata alla tutela della chimica di base nazionale e alla salvaguardia dei livelli occupazionali in un territorio segnato da anni di incertezza, con l’obiettivo dichiarato di non disperdere la storica vocazione industriale di Brindisi ma di rilanciarla in chiave sostenibile attraverso l’ingresso di nuovi investitori e tecnologie avanzate, capaci di rafforzare la sovranità europea nella chimica verde.
Centrale, nel ragionamento degli esponenti Pd, resta il tema delle garanzie occupazionali: attraverso un confronto definito costruttivo ma fermo, il presidente Decaro starebbe lavorando per consolidare gli impegni con Eni, anche tramite un possibile addendum al protocollo d’intesa, così da blindare il percorso di transizione e assicurare certezze per lavoratori e territorio.
L’azione politica e istituzionale, assicurano, proseguirà con l’obiettivo di trasformare il cambiamento in opportunità concrete di sviluppo, salvaguardando non solo la filiera produttiva locale, con realtà come Basell e Chemgas, ma soprattutto i posti di lavoro, priorità condivisa con le organizzazioni sindacali. Pur esprimendo fiducia per il futuro, i consiglieri richiamano però la necessità di non dimenticare le difficoltà del passato, ribadendo che non sarebbe stato accettabile un disimpegno industriale capace di lasciare indietro lavoratori e imprese dell’indotto brindisino.
