cristian casili

BRINDISI – “Fare rete per creare valore”. È questa la visione che guida il VI Piano Regionale delle Politiche Sociali 2026-2028 presentato questa mattina nella Sala Gino Strada di Palazzo Granafei Nervegna dall’assessore regionale al Welfare della Regione Puglia, Cristian Casili, affiancato dalla direttrice del Dipartimento Welfare, Valentina Romano. Un incontro che ha riunito amministratori locali e stakeholder territoriali per illustrare le linee strategiche del nuovo programma regionale destinato ad affrontare le trasformazioni sociali e demografiche che interessano il territorio pugliese. Casili ha posto al centro del suo intervento il tema della “glaciazione demografica”, evidenziando come il Piano sia stato costruito per rispondere alle nuove fragilità sociali ed economiche, con particolare attenzione alla solitudine e ai bisogni emergenti delle famiglie. 

Quello che stiamo presentando è un Piano che intende creare un robusto welfare di comunità”, ha spiegato l’assessore regionale, sottolineando la presenza di una “dotazione finanziaria importante” e l’obiettivo di promuovere una “personalizzazione del piano verso le sofferenze sociali ed economiche”. Un welfare, ha aggiunto Casili, “che faccia uscire le debolezze dallo stereotipo del pietismo e metta al centro la dignità umana”.

Tra i temi affrontati anche quello dell’invecchiamento attivo, considerato non come un peso ma come una risorsa capace di “generare azioni”, in un contesto in cui le politiche sociali dovranno sempre più misurarsi con l’aumento della popolazione anziana e con nuove forme di disagio. Ampio spazio anche al contrasto delle povertà e dell’esclusione sociale. L’assessore ha parlato delle “nuove povertà” e ha annunciato una misura definita “del tutto nuova”, legata al microcredito sociale destinato alle famiglie, strumento pensato per sostenere concretamente chi attraversa difficoltà economiche. Sul fronte della tutela delle donne e del contrasto alla violenza di genere, Casili ha confermato che “10 milioni di euro di impegni sono previsti” all’interno del Piano, ribadendo inoltre l’importanza del “modello partecipativo e della coprogettazione” nella costruzione delle politiche sociali territoriali. Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il dato relativo alle fragilità estreme presenti in Puglia, con circa 5600 famiglie coinvolte in situazioni di particolare vulnerabilità. Un quadro che rende ancora più centrale il lavoro di raccordo tra istituzioni, enti locali e servizi territoriali. A breve, infatti, saranno gli uffici degli Ambiti territoriali a confrontarsi con la definizione dei Piani territoriali, mentre da più parti è stata evidenziata la necessità di un raccordo sinergico tra Ambiti e uffici regionali, per garantire un’attuazione efficace e coordinata delle nuove politiche sociali previste dal Piano regionale.