Revisud, TFR ancora bloccati: lavoratori per 2 anni senza risposte
Dal Fondo di Tesoreria INPS nessuna erogazione per chi si è dimesso prima della liquidazione: i Cobas chiedono chiarimenti e annunciano iniziative
A oltre due anni dal fallimento della Revisud, resta ancora irrisolta la vicenda delle quote di TFR spettanti ai lavoratori che avevano lasciato l’azienda prima della dichiarazione di insolvenza, con il risultato che molti di loro non hanno ancora ricevuto quanto dovuto dal Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS. Una situazione che alimenta malcontento e preoccupazione, anche alla luce del fatto che il meccanismo previsto per legge dovrebbe garantire il pagamento diretto del trattamento di fine rapporto ai dipendenti, persino nei casi in cui il datore di lavoro risulti insolvente.
Il Fondo di Tesoreria INPS, infatti, raccoglie le quote di TFR maturate dai lavoratori dipendenti di aziende private con almeno 50 addetti che non abbiano aderito a forme di previdenza complementare, assicurando la corresponsione delle somme al termine del rapporto di lavoro. Tuttavia, nel caso Revisud, questo percorso appare ancora bloccato, con i lavoratori che denunciano di non aver ricevuto alcuna comunicazione dai curatori fallimentari in merito all’avvio delle procedure necessarie per il riconoscimento del credito.
Una circostanza che viene definita “inaccettabile” dai diretti interessati, che parlano apertamente di un doppio danno: prima quello subito con il fallimento dell’azienda, poi quello legato ai ritardi nella gestione della pratica. “Secondo quanto riferito, i curatori non avrebbero ancora trasmesso all’INPS le comunicazioni indispensabili per consentire l’erogazione delle somme, lasciando così i lavoratori in una condizione di incertezza che si protrae ormai da troppo tempo - scrive il responsabile dei COBAS, Cosimo Quaranta, in un comunicato - Per tutelare i propri diritti, i lavoratori si sono rivolti al sindacato Cobas, che ha già avviato un primo passo formale chiedendo chiarimenti ai curatori fallimentari e, per conoscenza, all’INPS”. Una richiesta che, tuttavia, non avrebbe ricevuto alcun riscontro, spingendo l’organizzazione sindacale ad annunciare ulteriori iniziative. Nei prossimi giorni, infatti, sarà formalizzata una richiesta di incontro con la Direzione dell’INPS per fare luce sull’intera situazione relativa alle quote di TFR, sia per quanto riguarda il Fondo di Tesoreria sia il Fondo di Garanzia, coinvolgendo tutti i lavoratori della ex Revisud.
Parallelamente, i Cobas intendono rivolgersi anche al Tribunale di Brindisi per chiedere chiarimenti sul comportamento dei curatori fallimentari, nominati come pubblici ufficiali nell’ambito della procedura. Nel mirino del sindacato finisce la gestione complessiva della liquidazione giudiziale, ritenuta poco trasparente e carente nei rapporti con le parti sociali sin dall’inizio.
Resta, sullo sfondo, l’auspicio che la procedura possa finalmente accelerare e portare alla soddisfazione dei creditori, a partire proprio dai lavoratori, che per legge godono di un privilegio rispetto ad altre categorie. “Una priorità che appare ancora più evidente considerando l’entità del dissesto che ha portato al fallimento della Revisud, con un ammanco complessivo stimato in circa 54 milioni di euro - scrivono i Cobas - Una cifra rilevante, che alimenta interrogativi destinati a rimanere aperti fino a quando non verrà fatta piena luce sulle responsabilità e sulle dinamiche che hanno condotto l’azienda a un tracollo così significativo”.
