Decennale del disastro ferroviario Andria-Corato. Decaro: "L’atrocità di quel disastro resterà impressa"
L'intervento del presidente della Regione Puglia

ANDRIA - nella mattinata di ieri il Presidente Sergio Mattarella ha preso parte alla cerimonia in ricordo delle vittime dell’incidente ferroviario sulla linea Andria-Corato, nel quale dieci anni fa persero la vita 23 persone.
Al suo arrivo in Piazza dei Bersaglieri, Mattarella ha deposto una corona di fiori davanti alla lapide commemorativa. Alle ore 11.05, momento esatto dello scontro tra i due convogli, è stato osservato un minuto di silenzio, seguito da 23 rintocchi di campana e dalla lettura dei nomi delle persone che persero la vita. Al termine della cerimonia, il Presidente Mattarella si è recato nel piazzale dedicato alle vittime del disastro ferroviario, dove è stata collocata una statua commemorativa in loro memoria.
Durante la cerimonia sono intervenuti anche la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, e il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
Nel suo intervento, il presidente Decaro ha ricordato il disastro ferroviario e le vittime della tragedia: “Da quel giorno sono passati dieci anni, ma l’atrocità di quel disastro resterà impressa nei nostri occhi e nei nostri cuori. Perché una vita spezzata lo è per sempre. E mentre tutto intorno a noi, seppur a fatica, ha inseguito disperatamente il tentativo di tornare alla normalità, a voi, familiari delle vittime, nessuno restituirà i vostri figli, le vostre sorelle, i vostri fratelli, le vostre madri e i vostri padri. A voi, superstiti e custodi di questa tragedia, resta il compito più duro: fare i conti con il dolore. A noi resta il dovere della memoria e la speranza, in occasioni come questa, di saper trovare parole di conforto capaci di testimoniare che il vostro dolore è anche il nostro. Parole che sappiano dirvi, con sincera vicinanza, che quel 12 luglio 2016 voi avete perso i vostri affetti più cari e la Puglia ha perso 23 suoi cittadini; figli di questa terra che quel giorno avevano affidato la propria vita a un treno”.
Poi, rivolgendosi al presidente Mattarella: “Sì, Presidente, perché come lei sa, qui al Sud spesso salire su un treno rappresenta la speranza di raggiungere un traguardo. Un esame all'università, il posto di lavoro, una visita medica o una giornata di svago. In quel momento stai affidando la tua vita nelle mani di qualcun altro che, a sua volta, a quel treno aveva dedicato la sua intera esistenza di lavoratore”.
Decaro ha denunciato il persistente divario infrastrutturale tra Nord e Sud, chiedendo maggiori investimenti per evitare il ripetersi di simili tragedie e scusandosi, a nome delle istituzioni, per non aver fatto abbastanza affinché i pugliesi potessero viaggiare in sicurezza. Ha quindi assicurato il proprio impegno per una rete ferroviaria più efficiente, nel rispetto della memoria delle vittime e delle future generazioni: “un Meridione che non riceve adeguati investimenti sulle infrastrutture è un Meridione abbandonato alla fragile speranza che tragedie simili non accadano mai più”.
Concludendo, ha ricordato il valore simbolico del treno come strumento di libertà, crescita e riscatto sociale, “Mi piace pensare che il viaggio della Puglia, da oggi in poi, possa procedere sullo stesso binario di successo, dignità e modernità; un viaggio in cui nessun cittadino venga più lasciato indietro e dove muoversi non significhi più rischiare la vita, ma viaggiare, finalmente sicuri, verso il futuro che meritiamo”.
