Ricci di mare lavati con acqua non idonea: sequestri, sanzioni e denuncia sul litorale di Fasano
Controlli della Polizia Marittima tra Savelletri e Torre Canne: scoperto un impianto abusivo, prodotti ittici contaminati distrutti e scarichi reflui direttamente in mare
Ricci di mare e altri prodotti ittici lavati con acqua di mare non idonea al consumo alimentare: è quanto emerso da un’attività ispettiva condotta dai militari della Sezione di Polizia Marittima di Brindisi, insieme al personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Savelletri, all’interno di un ristorante situato lungo il tratto costiero tra Savelletri e Torre Canne, nel territorio di Fasano. Il controllo, mirato alla verifica del rispetto delle normative igienico-sanitarie e ambientali, ha portato alla luce una serie di gravi irregolarità nella gestione e nella lavorazione dei prodotti ittici, anche destinati al consumo crudo.

Nel corso dell’ispezione è stato individuato un impianto abusivo di captazione di acqua marina che, tramite una pompa, alimentava direttamente i lavelli utilizzati per il lavaggio e la preparazione di ricci di mare e altre specie ittiche. L’intervento del personale sanitario del Servizio SIAV B dell’Asl di Brindisi ha confermato l’inidoneità dell’acqua impiegata, rendendo necessario il sequestro immediato e la distruzione di ingenti quantitativi di prodotto, tra cui ricci, cozze e moscardini, risultati contaminati. Contestualmente sono state elevate due sanzioni amministrative per violazioni delle norme in materia di autocontrollo igienico-sanitario (HACCP).

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato un ulteriore elemento di particolare gravità: le acque reflue derivanti dalla lavorazione del pesce venivano scaricate direttamente in mare attraverso un sistema di collettamento interrato collegato ai lavelli e alle griglie di raccolta. Lo scarico, privo di qualsiasi trattamento, convogliava i reflui sulla scogliera antistante l’attività commerciale, con un punto di fuoriuscita nascosto all’interno di un muretto a secco. Ancora più preoccupante il fatto che lo scarico avvenisse nella stessa insenatura da cui veniva prelevata l’acqua marina utilizzata per il lavaggio degli alimenti, creando un circuito altamente pericoloso sotto il profilo igienico-sanitario.
Le autorità hanno ricordato che in Puglia è vietato l’utilizzo di acqua di mare per fini alimentari. Alla luce delle violazioni accertate, il titolare dell’attività è stato deferito all’Autorità giudiziaria, mentre i militari hanno proceduto al sequestro penale dell’impianto abusivo e delle aree destinate alla lavorazione dei prodotti ittici. L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di vigilanza finalizzate alla tutela della sicurezza alimentare, dell’ambiente marino e della salute dei consumatori.
