prefettura brindisi

La lotta al caporalato e il sostegno a un comparto agricolo duramente provato dagli eventi climatici viaggiano su un doppio binario che mette al centro legalità e tutela del lavoro. A pochi giorni dalla sottoscrizione del Protocollo d’intesa per il potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro nella provincia di Brindisi, si è ufficialmente insediata in Prefettura la cabina di regia chiamata a tradurre in azioni concrete gli impegni assunti da un fronte istituzionale e sociale particolarmente ampio. Attorno allo stesso tavolo siedono, infatti, Prefettura e Procura della Repubblica, Regione Puglia, Comuni di Brindisi e San Pietro Vernotico, Provincia, Ispettorato territoriale del Lavoro, INPS, INAIL, ARPAL Puglia, ASL di Brindisi, Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, STP Brindisi, Agribrindisi EBAT, le principali organizzazioni datoriali e sindacali, fino alla Comunità Africana di Brindisi, a testimonianza di un approccio integrato al fenomeno.

Nel corso della prima riunione sono state definite le linee operative per avviare attività di formazione e informazione rivolte ai lavoratori stranieri accolti nei centri di prima e seconda accoglienza, gestiti rispettivamente dalla Prefettura e dai Comuni. Gli interventi, che saranno realizzati in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, rientrano nei progetti “A.L.T. Caporalato!” e “Su.Pr.Eme.” e puntano a rafforzare la conoscenza delle norme, dei diritti e delle tutele previste contro lo sfruttamento lavorativo. Un ulteriore tassello sarà rappresentato dalle iniziative annunciate dalla Procura della Repubblica di Brindisi: come spiegato dal sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, verranno promossi momenti di confronto qualificato con gli ufficiali di polizia giudiziaria sull’applicazione delle disposizioni normative e sugli istituti processuali connessi. È stata inoltre definita la procedura per la divulgazione della “Carta dei diritti”, prevista dal Protocollo, che raccoglie in modo chiaro i principali diritti e doveri dei lavoratori e le forme di tutela riconosciute dall’ordinamento.

Il prefetto Luigi Aprea, al termine dell’incontro, ha rimarcato il valore della cabina di regia come luogo di sintesi e coordinamento tra le azioni già in campo e gli interventi programmati, sottolineando come il lavoro congiunto delle istituzioni e delle forze di polizia possa delineare una strategia più efficace di prevenzione e repressione delle forme di illegalità legate al caporalato.

Sul versante agricolo, intanto, arriva una notizia attesa dal territorio: è stato ufficialmente riconosciuto lo stato di calamità naturale per le piogge alluvionali che nei giorni 1 e 2 ottobre 2025 hanno colpito la provincia di Brindisi. Con un decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste è stato dichiarato il carattere di eccezionalità degli eventi atmosferici, accogliendo la proposta avanzata dalla Regione Puglia. Il provvedimento consente l’attivazione degli interventi compensativi del Fondo di solidarietà nazionale a favore delle imprese agricole che hanno subito danni alle strutture aziendali, con particolare riferimento al territorio agricolo del Comune di Ostuni.

«Esprimo soddisfazione per il riconoscimento dello stato di calamità – ha dichiarato il sindaco di Ostuni, Angelo Pomes – perché rappresenta un atto concreto di attenzione verso le imprese agricole e un primo, necessario sostegno per la ripresa di un comparto duramente colpito». Il primo cittadino ha però ricordato come il decreto non possa far passare in secondo piano la tragedia costata la vita a Oronzo Epifani, concittadino di Ostuni, rinnovando il cordoglio e la vicinanza dell’intera comunità alla famiglia.

Con la prossima pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, le imprese agricole interessate potranno presentare domanda per accedere alle misure di sostegno secondo modalità e termini che saranno definiti dagli uffici regionali competenti. Un passaggio considerato fondamentale per favorire il ripristino delle strutture produttive danneggiate e sostenere il tessuto economico locale, in un contesto in cui legalità del lavoro e resilienza dell’agricoltura restano due priorità strettamente intrecciate.