In questa rubrica tratterò i segreti e le meraviglie di un mondo che da secoli incanta l’umanità, partendo proprio dal sovrano assoluto delle gemme: il diamante. Spesso ci si chiede perché a questa pietra venga attribuito un valore così immenso, tanto da meritarsi l’appellativo di “per sempre” . La risposta, tuttavia, non risiede tanto nel suo splendore, quanto nella sua incredibile natura.

Per iniziare a scoprire questo mondo, dobbiamo spogliare il diamante dalla sua veste di gioiello e guardarlo per ciò che è: un minerale composto interamente da carbonio, la cui magia risiede nel modo in cui gli atomi si dispongono all’interno della struttura cristallina, “sistema isometrico” . È quasi incredibile pensare che questa preziosa gemma condivida la stessa identica composizione chimica della grafite, la comune punta di una matita che utilizziamo per scrivere. Ciò che le separa drasticamente è la loro struttura cristallina, una differenza nata nelle profondità della Terra. Infatti, la natura esige condizioni estreme affinché la grafite si trasformi in un diamante, con temperature che sfiorano i 1500 °C ed una pressione a 800.000 libbre per pollice, situazioni che si verificano solamente a 120/200 km sotto la superficie terrestre. In questo scenario estremo prende vita la Kimberlite: un mix esplosivo composto da magma ricco di gas, diamanti e pezzi di crosta. Questi tesori sono rimasti nascosti nel ventre del pianeta per ere geologiche fino a quando le eruzioni vulcaniche, che hanno agito come ascensori naturali, li hanno trasportati verso la luce come una sorta di “ascensori magmatici” .

Queste colossali eruzioni vulcaniche, le cui ultime tracce diamantifere risalgono a circa 45 milioni di anni fa, hanno portato le gemme verso la crosta terrestre, offrendole al destino dell’uomo. Non a caso il termine stesso di “diamante” deriva dal greco adamas, ovvero “l’invincibile”, a testimonianza di una resistenza che stupì i primi cercatori in India già nel 500 a.C. Da quelle prime miniere indiane, il viaggio di questa gemma ha ridisegnato le rotte del mondo, passando per le terre del Brasile fino ad approdare, nel 1870, nel Sud Africa, che ancora oggi rappresenta il cuore pulsante dell’estrazione mondiale per qualità e abbondanza.

Proprio in questo scenario sudafricano nacque la leggenda del diamante Eureka. Immaginate lo stupore nel trovarsi tra le mani quello che sarebbe passato alla storia come il primo diamante rinvenuto: un esemplare da 21,25 carati, una scoperta così dirompente da evocare immediatamente l’esclamazione greca che celebra il ritrovamento: “Ho trovato!” . Quella pietra venduta inizialmente per 500 sterline, affrontò un lungo viaggio verso Londra dove venne trasformata in un raffinato ovale a taglio “vecchia miniera” da 10,37 carati.

Spero, con questa piccola introduzione al mondo del diamante, di avervi incuriosito. Continuerò a raccontarvi i segreti del diamante affinché possiate guardare con nuovi occhi questa piccola gemma trasparente che, nel suo silenzio, brilla di luce eterna.

Gemmologo, Giuseppe Rossi 

Graduate Gemologist, Diamonds and Colored Stones G.I.A.

Perito ed Esperto C.C.I.A.A. n.119

Membro Collegio Gemmologi Italiani n. 353

Consulente Tecnico Ufficio, Tribunale di Lecce