Vecchi contrasti familiari dietro la sparatoria tra i bagnanti
Agguato a Torre Santa Sabina, arrestato 35enne per tentato omicidio
Una lunga e profonda inimicizia tra famiglie, tensioni mai sopite e culminate in violenza armata nel pieno della stagione estiva, davanti a decine di bagnanti. Nella serata del 24 febbraio 2026 i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 35enne di Carovigno, indagato per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura della Repubblica.
I fatti contestati risalgono al tardo pomeriggio del 17 giugno scorso e si sono verificati nel centro abitato di Torre Santa Sabina, località marina particolarmente frequentata nel periodo estivo. L’episodio si è consumato nei pressi di una nota struttura ricettiva, in un’area affollata da turisti, residenti e avventori, trasformando per alcuni minuti un luogo di vacanza e relax in uno scenario di paura.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 35enne si sarebbe accorto dell’arrivo di tre uomini, armati di bastoni e bottiglie e, secondo l’ipotesi accusatoria, intenzionati a compiere una spedizione punitiva nei suoi confronti. A quel punto l’indagato avrebbe reagito prelevando una pistola calibro 6,35 e, dopo essersi avvicinato a uno dei presunti aggressori, avrebbe esploso almeno due colpi da una distanza di circa quaranta metri.
Uno dei tre uomini è stato raggiunto dai proiettili al fianco sinistro ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Perrino” di Brindisi, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’estrazione dei colpi. Subito dopo la sparatoria, l’autore si sarebbe allontanato dal luogo a bordo dell’auto del padre, sopraggiunto per accompagnarlo via.
Alla base dell’episodio, secondo gli inquirenti, vi sarebbe una grave e prolungata inimicizia tra i due nuclei familiari, già sfociata in una violenta rissa circa due anni fa e mai realmente risolta. Un conflitto privato degenerato fino all’uso delle armi in un contesto pubblico e affollato, con il rischio concreto di coinvolgere persone estranee.
Un elemento che ha aggravato la posizione dell’indagato è il fatto che i reati sarebbero stati commessi mentre l’uomo si trovava sottoposto a una misura alternativa alla detenzione, concessa in relazione a una precedente condanna per fatti diversi.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotte dagli ufficiali di polizia giudiziaria dell’Aliquota Operativa dei Carabinieri di San Vito dei Normanni e della Stazione di Carovigno, si sono basate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona, sull’esame dei tabulati telefonici, anche attraverso la localizzazione delle celle, e sulla raccolta di numerose testimonianze. Gli elementi acquisiti hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’agguato e di individuare il presunto responsabile.
Come previsto dalla legge, l’indagato è da ritenersi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza. Resta però la gravità di un episodio che, nato da contrasti familiari, ha portato a sparare in mezzo alla gente, tra ombrelloni e passanti, riportando l’attenzione sul rischio che conflitti privati possano trasformarsi in violenza pubblica con conseguenze potenzialmente drammatiche.
