Olio Made in Italy: in Puglia scorte raddoppiate, ma i prezzi crollano
Coldiretti Puglia: "olio tunisino, venduto a poco più di 3,5 euro al chilo, ha effetti devastanti sul mercato interno”
Il comparto olivicolo pugliese si trova ad affrontare una situazione paradossale. Da un lato, secondo Coldiretti Puglia, le scorte di olio extravergine di produzione italiana sono aumentate in modo significativo, ma dall’altro vi è un continuo afflusso di prodotto estero che contribuisce a condizionare l’andamento dei prezzi, che risultano in diminuzione.
Secondo i dati di “Frantoio Italia”, riportati da Coldiretti Puglia, a fine febbraio 2026 nei magazzini pugliesi si registrano 80mila tonnellate di olio extravergine d’oliva made in Italy (117% in più rispetto al 2025). Nel 2025, tuttavia, l'arrivo in Italia di olio d’oliva straniero è aumentato del 50%, facendo crollare i prezzi, favorendo così le speculazioni.
Un importante provvedimento entrato in vigore il 1° marzo, fortemente sostenuto da Coldiretti e Unaprol, introduce l’obbligo di indicare con precisione nel Registro Telematico della Tracciabilità la natura degli oli in regime di traffico di perfezionamento attivo (Tpa) e le operazioni di “equivalenza”, “una misura necessaria – aggiunge Coldiretti Puglia - per colmare un vuoto normativo che ha favorito per anni l’importazione di olio straniero a dazio zero, senza adeguate garanzie sulla destinazione finale”.
“L’olio extravergine d’oliva, simbolo della Dieta Mediterranea e pilastro dell’economia agricola pugliese, è oggi minacciato – aggiunge Coldiretti Puglia - non solo dall’aumento dei costi di produzione, ma anche dall’invasione di prodotto straniero, con il caso emblematico rappresentato dall’olio tunisino, venduto mediamente a poco più di 3,5 euro al chilo, con effetti devastanti sul mercato interno”.
L’arrivo massiccio di olio estero sta facendo calare i prezzi, costringendo gli olivicoltori pugliesi a vendere sotto costo. Secondo Coldiretti Puglia, la situazione è aggravata da pratiche scorrette e frodi, tra cui oli contraffatti, miscele non dichiarate e etichette ingannevoli che mascherano la reale provenienza del prodotto: “oli di semi colorati con clorofilla spacciati per extravergine, miscele non dichiarate di olio lampante – la qualità più scadente – trattato e raffinato per sembrare idoneo al consumo, diffuse anche etichette ingannevoli, dove la dicitura “Confezionato in Italia” è ben visibile, mentre l’origine reale del prodotto è nascosta in caratteri minuscoli”.
La tutela del Made in Italy passa anche dal rafforzamento dei controlli sugli oli provenienti da Paesi extra Ue, per cui l'auspicio è quello di applicare il principio di reciprocità delle regole, estendere il sistema di tracciabilità Sian a livello europeo e contrastare pratiche sleali. Fondamentali restano la trasparenza, i controlli organolettici e un monitoraggio costante da parte del Masaf sulla qualità dell’olio. Parallelamente, Coldiretti e Unaprol, attraverso le iniziative della Fondazione Evooschool, lavorano per diffondere la cultura dell’olio tra i consumatori.
Fonte: Coldiretti Puglia
