professore Piraino
Foto: Unisalento

Censiti quasi cinquemila esemplari di riccio di mare, con una taglia media in crescita, segnale positivo che indica come il fermo pesca stia dando risultati. Questi dati emergono dalla campagna di monitoraggio 2025 condotta lungo le coste del Salento dal Laboratorio di Zoologia e Biologia Marina del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali (DiSTeBA) dell'Università del Salento. La rilevazione, condotta dal litorale brindisino a quello tarantino, ha fatto emergere questo dato rilevante, ma anche una densità media in lieve crescita rispetto al dato del 2023. 

Il dato più significativo è rappresentato dalle taglie degli individui: nel 2023 circa il 94% dei ricci censiti erano al di sotto di 5 cm di diametro, mentre nel 2025, la taglia media è passata da 3,41 cm a 3,68 cm, soprattutto grazie ad un aumento significativo del numero di individui di dimensioni più grandi.

"I dati ci restituiscono un segnale incoraggiante — dichiara il professor Stefano Piraino, direttore del DiSTeBA e responsabile del Laboratorio di Zoologia e Biologia Marina — La moratoria regionale sta producendo effetti concreti sulla struttura demografica della popolazione. Tuttavia, il riccio di mare è una specie a crescita lenta, con un ciclo biologico che può durare anche sino a 12-13 anni: tre anni di fermo non bastano per certificare una ripresa stabile, soprattutto perché il blocco della pesca non ha fermato il fenomeno della pesca abusiva".

DiSTeBA e ARPA Puglia raccomandano una proroga del fermo pesca fino almeno al 31 marzo 2027, con la possibilità di valutare finestre temporali di prelievo limitato, riservate esclusivamente a pescatori professionisti in possesso di licenza.