L’inverno mette alla prova i polmoni: aumentano i casi con l’ondata di virus stagionali
Tosse persistente, affanno e catarro sono tra i sintomi più comuni: la bronchite, spesso legata a influenza e altri virus respiratori in circolazione, torna protagonista nei mesi freddi. Gli esperti spiegano come riconoscerla, curarla e prevenirla.
Con l’arrivo dell’inverno e l’abbassarsi delle temperature, tornano a crescere i disturbi respiratori che colpiscono adulti e bambini. Tra raffreddori, febbre e tosse persistente, una delle patologie più diffuse in questo periodo è la bronchite, un’infiammazione della mucosa che riveste i bronchi, le strutture che consentono il passaggio dell’aria all’interno dei polmoni. Si tratta di una condizione molto comune nei mesi freddi, quando la circolazione di virus respiratori aumenta sensibilmente e mette sotto pressione l’apparato respiratorio. La bronchite può presentarsi in forma acuta o cronica, a seconda delle cause che la determinano e della durata dei sintomi. La forma acuta è di gran lunga la più frequente e, nella maggior parte dei casi, è provocata da infezioni virali stagionali, come il virus dell’influenza, i coronavirus e il virus respiratorio sinciziale, e in alcuni casi l’infezione virale può essere complicata da una sovrainfezione batterica. I sistemi di sorveglianza sanitaria segnalano proprio in questo periodo una circolazione contemporanea di diversi virus respiratori, responsabile dell’aumento di tosse e infezioni delle vie aeree inferiori osservato nei pronto soccorso e negli ambulatori. Secondo la dottoressa Paola Scarano, pneumologa presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, il sintomo tipico della bronchite acuta è una tosse produttiva, spesso accompagnata da escreato che può diventare più denso o purulento con il passare dei giorni, ma possono comparire anche difficoltà respiratorie, respiro sibilante, mal di gola, stanchezza generale e talvolta febbre.
“Nella maggior parte dei casi i sintomi tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di due o tre settimane - spiega la dottoressa Scarano - Ma è importante prestare attenzione alla comparsa di febbre elevata associata a dolore toracico o senso di oppressione al petto, segnali che possono indicare una patologia più severa come la polmonite, che richiede una valutazione medica tempestiva e accertamenti diagnostici specifici. La terapia della bronchite acuta è principalmente sintomatica: poiché nella maggior parte dei casi l’origine è virale, non sono necessari antibiotici, che vengono riservati solo ai casi in cui si sospetti una sovrainfezione batterica. Sono invece consigliati riposo, un’adeguata idratazione soprattutto in presenza di febbre e l’uso di farmaci antipiretici, antinfiammatori o mucolitici per alleviare i sintomi. Diversa è la bronchite cronica, una condizione caratterizzata da un’infiammazione persistente della mucosa bronchiale che provoca tosse ed escreato per almeno due o tre mesi all’anno, per due anni consecutivi”.
Questa forma non è legata alle infezioni stagionali, ma è causata soprattutto dall’esposizione prolungata a fattori irritanti come il fumo di sigaretta, compreso quello passivo, l’inquinamento atmosferico e alcune sostanze chimiche o polveri presenti negli ambienti di lavoro.
Con il tempo, l’infiammazione cronica può determinare un rimodellamento delle pareti bronchiali e una progressiva riduzione della funzione respiratoria, fino a evolvere in patologie non reversibili come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Una diagnosi accurata, spesso mediante test della funzionalità polmonare come la spirometria, e il monitoraggio specialistico sono fondamentali per gestire la bronchite cronica e prevenirne le complicanze. In questo periodo dell’anno, la maggiore diffusione di virus influenzali e respiratori contribuisce a rendere la bronchite acuta una delle condizioni cliniche più osservate, soprattutto nei soggetti più fragili come anziani, bambini e persone con malattie croniche.
La prevenzione gioca quindi un ruolo centrale: vaccinarsi contro l’influenza e le altre infezioni respiratorie previste dal piano vaccinale nazionale, lavarsi frequentemente le mani, evitare il contatto stretto con persone sintomatiche e non fumare sono misure semplici ma efficaci per ridurre il rischio di ammalarsi. Proteggere i bronchi, soprattutto durante l’inverno, significa tutelare la salute dei polmoni anche nel lungo periodo.
G.G.
