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Fonte: Regione Puglia

La crescente presenza dei cormorani in Puglia sta provocando un forte impatto sul comparto della pesca e dell'acquacoltura regionale. 

L'impatto del cormorano in Puglia

La predazione dei cormorani compromette le semine di avannotti e provoca ferite ai pesci negli impianti, favorendo la diffusione di malattie, rallentando la crescita e aumentando i costi di gestione. Questa specie si nutre di grandi quantità di pesce, arrivando a circa 10 chilogrammi al mese. Il fenomeno interessa tutta la costa pugliese, estendendosi dal Gargano fino a Taranto e Gallipoli.

Convocato incontro per parlare dell'emergenza

Per far fronte all'emergenza, gli assessori regionali all'Agricoltura, Francesco Paolicelli, e dell'Ambiente, Debora Ciliento, hanno convocato un incontro con i referenti regionali della struttura dedicata alla politica europea per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, con la Sezione per la gestione sostenibile delle risorse naturali e con ARPA Puglia.

Siamo pronti ad affrontare questa problematica – sottolinea l’assessore all’Agricoltura Paolicelli prevedendo l’attivazione, in sinergia con gli enti scientifici competenti e le università, di un monitoraggio aggiornato del numero dei cormorani presenti in Puglia”.

I cormorani sono una specie protetta e da questo assunto bisogna partire per trovare soluzioni all’emergenza oggi analizzata – sottolinea l’assessora regionale all’Ambiente Ciliento Sarà poi importante trovare insieme all’assessore Paolicelli un modo per rafforzare l’attenzione su un’altra criticità segnalata dagli operatori del comparto: quella della pesca illecita negli impianti di acquacoltura. Si tratta di comportamenti che danneggiano gravemente le aziende che lavorano nel rispetto delle regole e mettono a rischio la sostenibilità economica del settore”.

Fonte: Regione Puglia