Puglia, si disperde il 40,7% dell’acqua potabile: l’allarme di Coldiretti
Ogni giorno persi 106 litri per abitante. Secondo l'associazione, servono invasi, reti più efficienti e investimenti strutturali per affrontare siccità e crisi climatica
In Puglia si disperde il 40,7% dell’acqua potabile immessa nella rete, pari a 106 litri per abitante al giorno. Una situazione aggravata dalla crisi climatica e dalla siccità, che mettono a rischio cittadini, imprese, agricoltura e produzioni. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, sulla base del report della CGIA di Mestre elaborato sui dati Istat. Le perdite sono legate principalmente all'obsolescenza delle condotte, alle rotture delle tubazioni, agli errori di misurazione dei contatori e agli allacci abusivi.
Per Coldiretti Puglia non basta più intervenire quando l’emergenza è in atto. bensì “occorre una strategia strutturale per trattenere l’acqua quando arriva, aumentare la capacità di accumulo e rendere più efficiente il sistema di distribuzione”. Secondo l'associazione, infatti, servono nuovi invasi, il completamento delle opere incompiute, manutenzione straordinaria delle infrastrutture esistenti, riduzione delle perdite delle reti e il recupero dell’acqua piovana, trasformando ogni precipitazione in una riserva strategica per i mesi più difficili.
“L’acqua è la principale infrastruttura strategica della Puglia e non possiamo più permetterci di disperdere una risorsa così preziosa mentre le aziende agricole affrontano ogni anno gli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici. Le piogge, quando arrivano, devono diventare una riserva per il futuro: per questo servono invasi, opere di accumulo, reti moderne e il completamento delle infrastrutture già programmate. Bisogna superare definitivamente la logica dell’emergenza e costruire un sistema idrico capace di garantire acqua alle campagne, ai cittadini e ai territori”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.
“Non possiamo chiedere sacrifici alle imprese agricole e contemporaneamente continuare a perdere acqua lungo reti obsolete. Ogni metro cubo disperso rappresenta una perdita economica, ambientale e produttiva. La Puglia ha bisogno di un piano organico che punti alla riduzione delle perdite, alla cantierizzazione delle opere già progettate, al recupero delle incompiute e all’efficientamento dell’intero sistema irriguo. Solo così possiamo garantire sicurezza alimentare, competitività delle imprese agricole e resilienza dei territori”, aggiunge Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
Secondo Coldiretti Puglia, la crisi idrica si affronta con investimenti strutturali e una strategia di lungo periodo, per tutelare una risorsa fondamentale per l’agricoltura, l’economia e il futuro delle comunità pugliesi.
