Per l’Avv. Alfredo Matranga, la sentenza della Suprema Corte, Sez. III penale, n. 3657 del 29 gennaio 2026 rappresenta un intervento di grande impatto sul settore delle concessioni demaniali marittime, confermando con chiarezza l’orientamento ormai consolidato in giurisprudenza. I giudici hanno ribadito che le proroghe automatiche delle concessioni balneari, basate su norme nazionali successive alla direttiva Bolkestein (2006/123/CE), sono incompatibili con i principi europei di libera concorrenza, non discriminazione e libertà di stabilimento (artt. 49, 56 e 106 TFUE). Di conseguenza, tali proroghe devono essere disapplicate, e l’occupazione del demanio marittimo in assenza di un titolo conseguito tramite procedura di gara pubblica configura un’occupazione sine titulo.
Nel caso esaminato (un sequestro preventivo confermato), la Cassazione ha ritenuto integrata la fattispecie di reato ex art. 1161 del Codice della navigazione (occupazione abusiva di spazio demaniale), legittimando misure cautelari reali come il sequestro delle strutture e opere dello stabilimento.
Dopo la pronuncia della Cassazione:
  non esiste più spazio per “escamotage salva-stagione” basati su proroghe legislative o rinnovi taciti.
  il pagamento del canone o la mera tolleranza amministrativa non sanano l’assenza di un titolo valido.
  si rafforza la necessità urgente di bandi pubblici trasparenti e non discriminatori per garantire parità di accesso al mercato.
Attenzione però: si tratta di una decisione in sede cautelare (conferma di sequestro), su un caso specifico di concessione decaduta da anni (2007), non di una sentenza definitiva nel merito per tutti i concessionari. Inoltre, norme transitorie come quelle della legge 118/2022 (occupazione legittima del concessionario uscente fino alla nuova assegnazione, entro certi termini) possono ancora offrire una cornice di tutela temporanea in molti casi.
Questa pronuncia accelera inevitabilmente il passaggio a un sistema di evidenza pubblica, imponendo a Comuni, Regioni e operatori una programmazione seria e tempestiva del demanio marittimo. Il settore balneare italiano, pilastro del turismo costiero, merita certezze normative e regole eque: è tempo di superare l’incertezza cronica e investire in gare trasparenti che valorizzino investimenti, qualità dei servizi e sostenibilità ambientale.