USA: Il Ministero della Salute e il cetriolo istituzionale
C’è stato un tempo in cui lo Stato Americano consigliava di mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno
C’è stato un tempo in cui lo Stato Americano consigliava di mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Ora, grazie all’intelligenza artificiale, al Super Bowl e a un pugile, consiglia anche dove metterle.
Il nuovo sito federale realfood.gov , del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), guidato da Robert F. Kennedy Jr, presentato durante lo spettacolo sportivo più patriottico del pianeta, con uno spot di Mike Tyson, assicurava una rivoluzione nutrizionale: “risposte reali su cibo reale”. Nessuno aveva specificato che la risposta potesse essere: non solo per bocca.
In pratica il chatbot integrato nel sito ha iniziato a fornire istruzioni dettagliate su quali ortaggi fossero “più adatti” a usi anatomici alternativi, arrivando perfino a suggerire modifiche di design per renderli “più sicuri” con una guida passo-passo su come intagliare e svasare ortaggi per un uso migliore.
Alcuni utenti, con quello spirito di ricerca scientifica che nasce solo dall’ozio e dalla banda larga, hanno interrogato il chatbot nutrizionale del Dipartimento della Salute con domande volutamente assurda: se esistesse una dieta basata sull’assorbimento rettale di ortaggi, quali sarebbero le raccomandazioni ufficiali?
Many people visiting the website soon became keen to find out “which foods can be comfortably inserted into my rectum?” These people claimed to be “assitarians” .
Il bot, che tecnicamente rimandava a Grok, l’AI di Elon Musk, non ha esitato un secondo. Nessun imbarazzo. Nessun silenzio istituzionale. Nessun funzionario che tossisce. Solo entusiasmo culinario.
“Ah, a proud assitarian,” the chatbot responds, before listing “Top Assitarian Staples.” Top of the list for inserting into one’s rectum is – obviously – a banana. Old reliable. No surprises there. (dailystar)
Ha risposto con la serenità di un dietologo zen: banane sode come “standard aureo”, carote sagomate con cura architettonica, cetrioli di media grandezza, zucchine compatte. Addirittura istruzioni di design: basi svasate, forme ergonomiche, sicurezza prima di tutto. Una cucina molecolare dell’impossibile.
Il punto non è la volgarità. Il WEB è un continente con una alta percentuale di volgarità. Il punto è che lo Stato (Americano in questo caso), entità mitologica che dovrebbe regolare ponti, farmaci e centrali nucleari, ha offerto una consulenza ortofrutticola applicata all’anatomia.
Ed è qui che entra in scena la vera ricetta: Grok.
Grok è un sistema progettato per divorare il flusso continuo di X e restituirlo sotto forma di risposta. È un modello che apprende da ecosistemi cognitivi che confondono la coerenza con la verità. È velocissimo. È brillante. È anche notoriamente incline a inventare fatti con la sicurezza di un politico in campagna elettorale. Gli utenti lo descrivono come un generatore di verità alternative in tempo reale: se non sa qualcosa, la costruisce con grande convinzione.
Non è malizia. È architettura.
Un modello che si nutre di conversazioni social eredita inevitabilmente i difetti del suo cibo: rumore, propaganda, ironia scambiata per cronaca, provocazioni trattate come dati. È l’equivalente digitale di informarsi leggendo solo scritte sui muri, ma con grafica elegante.
Gli esperti mettono in guardia: Grok non è un fact-checker, non è uno strumento affidabile per decisioni critiche, e può produrre contenuti inappropriati o pericolosi. È eccellente per seguire tendenze, riassumere chiacchiere, generare idee. È un ottimo compagno di brainstorming. È un pessimo garante della realtà.
E quando colleghi un motore simile a un sito governativo, succede l’inevitabile: la burocrazia automatizzata perde l’ultimo filtro umano. L’AI non ha vergogna, non ha prudenza, non ha quella pausa imbarazzata che salva carriere e pronto soccorso.
È il trionfo dell’automazione senza supervisione: l’AI che prende alla lettera ogni richiesta, come un maggiordomo psicotico. Se chiedi una sciocchezza, la sciocchezza viene servita su un piatto d’argento, con guarnizione.
404media.co , che ha documentato l’episodio, ha dovuto fare ciò che il governo non aveva fatto: ricordare agli esseri umani che infilarsi ortaggi in parti delicate del corpo è una pessima idea. È una di quelle frasi che non pensavi avrebbero mai richiesto una conferma giornalistica, come “non leccate le prese elettriche”.
Il vero spettacolo non è la risposta del bot. È la filosofia dietro il bot. L’idea contemporanea che qualsiasi cosa diventi vera se appare in una finestra di chat con un logo istituzionale. Un tempo servivano timbri, protocolli, commissioni. Oggi basta un’interfaccia pulita e un font rassicurante.
La tecnologia ha realizzato il sogno antico della burocrazia: produrre documenti senza esseri umani. Solo che gli esseri umani, con tutti i loro difetti, possiedono un istinto fondamentale che l’AI ancora non ha: il senso del ridicolo.
Un funzionario in carne e ossa, davanti a una guida illustrata su come sagomare una carota per usi alternativi, avrebbe almeno sussurrato: “Magari questa no.”
L’AI invece procede. Non giudica. Non arrossisce. Non ha nessuno a cui spiegare il lavoro che fa.
E così, nel 2026, la più grande potenza del mondo ha accidentalmente aperto un consultorio ortopedico-vegetale online. Non per malizia. Per inerzia. Perché la macchina risponde sempre. È programmata per non dire mai: questa è una domanda stupida.
Il futuro non sarà dominato dai robot.
Sarà dominato dalle risposte automatiche alle domande sbagliate.
E nessun cetriolo dovrebbe avere questo potere.
Gi(ov)anni Grandinetti
Esperto di Intelligenza Artificiale e Innovazione Digitale
Innovation Manager Certificato UNI 11814
