Brindisi celebra la Liberazione: «Custodire libertà e democrazia nel tempo delle guerre»
Davanti al Monumento ai Caduti il sindaco Giuseppe Marchionna richiama i valori della Costituzione e il monito del Quirinale. Da Lecce l’eco delle parole del presidente Antonio Decaro: «Siamo noi gli anticorpi della democrazia»
È un 25 Aprile carico di significati quello celebrato a Brindisi, davanti al Monumento ai Caduti, dove istituzioni, associazioni combattentistiche e cittadini si sono ritrovati per ricordare l’81° anniversario della Liberazione. A guidare la cerimonia il sindaco Giuseppe Marchionna, che nel suo intervento ha richiamato con forza il valore universale della ricorrenza e la necessità di difendere ogni giorno i principi fondanti della Repubblica.
«È una ricorrenza particolare – ha sottolineato – non solo per il suo significato intrinseco, ma perché cade a pochi giorni dal richiamo del Presidente della Repubblica al “fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria”», parole che diventano, ha aggiunto, «uno straordinario insegnamento che non dobbiamo disperdere».
Nel suo discorso Marchionna ha insistito su quei valori «conquistati a caro prezzo» dalla Resistenza – «Libertà, Giustizia, Pace, Democrazia» – definendoli «fondamento della Repubblica» e collante di una memoria che appartiene all’intero Paese. «Per questo il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani», ha ribadito, invitando a «custodire, far vivere e trasmettere alle giovani generazioni quel patrimonio morale» nato dalla lotta di Liberazione e dal «riscatto morale e civile di un intero popolo».
Il primo cittadino ha poi allargato lo sguardo all’attualità internazionale, richiamando un contesto segnato da tensioni e conflitti: «In questo momento storico, tra bombe e missili che continuano a infuocare il Medio Oriente e l’Ucraina, dobbiamo sentirci ancora più ancorati ai valori della Costituzione», ha detto, indicando nella «centralità della dignità della persona, nella giustizia sociale e nella tutela dell’ambiente» i pilastri su cui costruire il presente. Un passaggio accompagnato dal ricordo dei caduti «per la libertà» e dalla condanna di «tutti i regimi totalitari che ancora oggi affliggono le popolazioni in varie parti del mondo».

Un messaggio che trova eco nelle parole pronunciate a Lecce dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, intervenuto in piazza dei Partigiani, dove ha ricordato come «questa non è la festa di una parte ma la festa degli italiani liberi» e ha lanciato un appello alla responsabilità collettiva: «Siamo noi, con le nostre scelte, gli anticorpi della democrazia contro tutti i fascismi e i nazionalismi». Un filo ideale che lega le due piazze pugliesi, unite da un richiamo comune alla memoria come strumento di impegno civile.
La cerimonia brindisina si è così trasformata non solo in un momento di commemorazione, ma in un invito concreto all’azione quotidiana, affinché i valori della Liberazione non restino confinati alla storia ma continuino a vivere nelle scelte di ogni giorno. «Viva l’Italia repubblicana e democratica», ha concluso Marchionna, consegnando alla comunità un messaggio che guarda al futuro senza dimenticare il passato.
