Carceri pugliesi: i sindacati denunciano gravi criticità
Le organizzazioni sindacali FSA CNPP e SPP: "La situazione resta ad ‘allarme rosso’ in tutta la regione"
Le organizzazioni sindacali FSA CNPP e SPP, attraverso il segretario regionale pugliese, Ruggiero Damato, denunciano il clima di forte tensione che si registra negli istituti penitenziari della Regione Puglia. I sindacati puntano il dito contro l'assenza di interventi concreti e tempestivi da parte della politica e del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP).
Le criticità negli istituti pugliesi
Gli istituti vengono definiti come veri e propri "Inferni", in cui il sovraffollamento rende gli ambienti di lavoro invivibili e pericolosi. Per quanto riguarda le specializzazioni, sebbene vengano accolte positivamente l'istituzione e la formazione di nuove qualifiche specializzate, il sindacato ribadisce un concetto chiave: “il cuore pulsante e la priorità del corpo restano le donne e gli uomini che operano quotidianamente nelle zone detentive ordinarie”. Le sigle sindacali chiedono risposte ai vertici dell'Amministrazione Penitenziaria DAP ed a referenti politici governativi su cosa intendano fare “per tutelare l'incolumità fisica e la dignità del personale in prima linea”.
“La situazione resta ad ‘allarme rosso’ in tutta la regione (con 11 strutture tra cui spiccano i presidi di Foggia, Lecce, Taranto e Bari), aggravata dalle costanti aggressioni e dalla carenza cronica di organico rispetto alle reali necessità dei reparti detentivi che complessivamente si attesta sulle 1200 unità prevalente il ruolo maschile degli agenti assistenti”, prosegue Damato. La richiesta è quella di un piano straordinario di assunzione di sette o ottomila agenti nel corso dell'estate 2027, oltre ad un imponente piano di edilizia penitenziaria per aumentare i posti letto e decongestionare il numero dei detenuti.
