Musica Brindisi 

Grande appuntamento con la musica al Verdi: Euphonia, concerto di Eugenio Finardi con Casarano e Signorile

Ha per titolo «Euphonia» ed è il concerto che Eugenio Finardi, uno dei cantautori che ha scritto un pezzo di storia della musica italiana, porterà in scena giovedì 11 novembre, con inizio alle ore 20.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Al suo fianco Raffaele Casarano, uno dei sassofonisti più in vista della scena jazz nazionale e internazionale, e al pianoforte di Mirko Signorile, un altro talento da esportazione del jazz made in Puglia

BRINDISI - Ha per titolo «Euphonia» ed è il concerto che Eugenio Finardi, uno dei cantautori che ha scritto un pezzo di storia della musica italiana, porterà in scena giovedì 11 novembre, con inizio alle ore 20.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Al suo fianco Raffaele Casarano, uno dei sassofonisti più in vista della scena jazz nazionale e internazionale, e al pianoforte di Mirko Signorile, un altro talento da esportazione del jazz made in Puglia.

 

Biglietti disponibili online alla pagina Vivaticket https://bit.ly/3Bw5Lv9 e presso il botteghino del Teatro, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30. Il giorno dello spettacolo dalle ore 11 alle 13 e a partire dalle 19. Ingresso consentito solo con Green Pass.

 

L’idea del concerto è nata proprio a Brindisi, sul palco del Nuovo Teatro Verdi, da quelle canzoni suonate la sera del 21 dicembre 2019. «L’ultimo mio concerto prima del lockdown - ha spiegato Eugenio Finardi -. Quella sera al Teatro Verdi l’acustica era così buona che d’impulso decisi di registrare lo spettacolo con il cellulare appoggiato sul mio leggio. Tornato a casa, tagliai tutte le parti parlate dello spettacolo e quel flusso di canzoni divenne la colonna sonora di un periodo di silenzio, studio e riflessione. Così nacque l’idea di creare una suite che sviluppasse al massimo il flusso per toccare le corde di emozioni profonde. Sarà unico un concerto unico nel quale avremo modo di sperimentare, improvvisare, crescere stimolando e assecondando l’emozione del pubblico».

 

Il ritorno al Verdi è come chiudere un cerchio che prova a tenere fuori il silenzio forzato della scena: in un’ora e mezza di musica senza pause, di chiamata all’arte, i tre artisti viaggeranno tra i pezzi storici di Finardi, interpretati in versione unplugged, tra suoni soft e ricercati, con un omaggio a Ivano Fossati («Una notte in Italia») e Franco Battiato («Oceano di silenzio»). Insomma, un concerto-esperienza di grande energia, ma anche di grande delicatezza e verità emotiva. Il progetto è frutto dell’intesa con due straordinari musicisti. Mirko Signorile unisce le traiettorie del suo pianoforte a quelle del sax di Raffaele Casarano, creando congiunzioni sorprendenti. Il flusso di musica scorre verso il pubblico seguendo i classici del repertorio di Finardi, come «Voglio», «Soweto», «Dolce Italia», «Vil Coyote», «Extraterrestre», «Un uomo», «La Radio», «Un amore diverso», e lentamente si libera in emozioni sull’onda di un’intensa esperienza collettiva.

 

«Vinicius de Moraes dice che la vita è l’arte dell’incontro - ha continuato Finardi - e per i musicisti questo è ancora più vero perché la musica è un linguaggio universale che non necessita di traduzioni ma di cui ognuno ha un proprio personalissimo dialetto. Ecco, quando Raffaele Casarano, Mirko Signorile e io ci incontriamo attorno a un pianoforte si crea un lessico particolarissimo e intrigante. Mi resi conto fin dalla prima sessione di prove che quest’intesa aveva un che di magico e decisi di riproporla nel tempio milanese del jazz, il leggendario Blue Note». 

 

Eugenio Finardi riprende dove aveva lasciato, uno degli ultimi concerti prima della sospensione, una sorta di rito di continuazione che afferma il primato dell’arte sui guasti della storia. E non è un caso che questa ripresa avvenga proprio a Brindisi e in altri luoghi della nostra regione. «La Puglia, la sua gente, il suo calore, il suo profumo, la pietra bionda e il blu quasi viola del suo cielo al tramonto - ha concluso il cantautore milanese - sono parte integrante di questo flusso che vogliamo creare. Sogno un progetto circondato dalla campagna, con musicisti, tecnici e maestranze pugliesi. L’intento è di produrre un disco di rilevanza nazionale e oltre, raffinato e coinvolgente, che esprima al massimo l’estro dei due musicisti. I miei legami con la Puglia risalgono alla mia infanzia. Mio zio Giulio, violinista, si era trasferito ad Ostuni, e lo ricordo suonare su questa terrazza bianca, davanti al mare. Sono sempre rimasto colpito dalla bellezza e varietà dei paesaggi della Puglia, ma un tratto che la rende per me unica è il cielo, la luce». 

 

Eugenio Finardi è una delle voci più intense e ispirate della canzone d’autore, un esploratore della musica che nel tempo ha spaziato dal blues al fado, dalla musica spirituale alla classica contemporanea, con sortite nel jazz, sempre alla ricerca di qualche nuova contaminazione da proporre e di storie da raccontare. In oltre cinquanta anni di carriera ha pubblicato più di trenta album, di cui quattro live e nove raccolte dei suoi brani più celebri, e vanta collaborazioni illustri con personaggi e band della musica italiana tra i quali Ligabue, Ivano Fossati, Rossana Casale, Roberto Vecchioni, Fabio Concato, Claudio Baglioni e Alice.

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