Economia e lavoro 

La Regione Puglia prolunga i saldi per dare ossigeno ai commercianti

Dalla Regione giunge una buona notizia per alcuni operatori del commercio al dettaglio: i saldi in Puglia proseguiranno fino al 28 marzo prossimo. A stabilirlo è stata la Giunta regionale, su propost...

Dalla Regione giunge una buona notizia per alcuni operatori del commercio al dettaglio: i saldi in Puglia proseguiranno fino al 28 marzo prossimo. A stabilirlo è stata la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Delli Noci, che ha disposto il prolungamento degli sconti di fine stagione in accordo con le principali associazioni di categoria. Le consultazioni, come previsto dall'articolo 3, comma 2, della Legge Regionale n. 24/2015, si sono tenute lo scorso 4 febbraio e hanno coinvolto le seguenti sigle associative: ANCI Puglia, UPI Puglia, Confcommercio Puglia, Confesercenti Puglia, Federdistribuzione, Lega Cooperative e Mutue Puglia, Confcooperative Puglia, le organizzazioni sindacali CONFSAL, CGIL, CISL, UIL e la Consulta Regionale dei Consumatori e Utenti (C.R.C.U.).

«Prolungare i saldi in un periodo di grande sofferenza da parte dei commercianti – spiega l’Assessore Delli Noci – rappresenta un incentivo in più per spingere i cittadini ad acquistare negli esercizi di prossimità e sostenere il tessuto economico locale. Orientare gli acquisti dei cittadini verso le attività commerciali del proprio territorio ha, dunque, l’obiettivo di sostenere le categorie merceologiche particolarmente colpite dalle misure restrittive». «La decisione di prorogare la chiusura dei saldi – dichiara Michele Piccirillo, Presidente ff della Confesercenti Brindisi e responsabile della sezione ostunese – è un’occasione per recuperare, ma non basta come spinta a ripartire. I negozianti avranno di sicuro più tempo per vendere la merce invenduta a prezzi inferiori, ma non potranno pienamente puntare sull’allestimento e sulla promozione delle nuove collezioni estive, da cui trarrebbero maggiore guadagno. Diciamo che questa misura è meglio di niente e lascia soddisfatti sia i commercianti, che i consumatori. Per ripartire, però, la categoria ha bisogno di aiuti concreti, di ristori e di misure volte a curare gli interessi specifici di un settore che ha registrato perdite allarmanti a causa dell’emergenza pandemica in corso da un anno».

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