Curiosità Fasano 

A Fasano il teschio di una vittima della peste del 1690. La discesa nella “Grave degli appestati”

In contrada Casaburo, a meno di tre chilometri dall’abitato, circola una leggenda su una grave: di notte i suoi ingressi echeggerebbero dei lamenti di anime laggiù intrappolate e che invocano l’eterno riposo.

FASANO - In contrada Casaburo, a meno di tre chilometri dall’abitato, circola una leggenda su una grave: di notte i suoi ingressi echeggerebbero dei lamenti di anime laggiù intrappolate e che invocano l’eterno riposo. La chiamano la Grave Degli Appestati. Fu chiamata così quando, tra il 1690 e il 1691, l’area di Fasano fu colpita da una pestilenza (il morbo contagiò anche Conversano, Castellana, Turi, Putignano, Mola, Monopoli e Polignano): l’autorità sanitaria locale stabilì che i morti di peste, anziché nelle chiese, fossero inumati in quel crepaccio. C’è una testimonianza importante: il  ‘Selva d’oro’, di Leonardo Chirullo, un sacerdote di Monopoli, che conferma l’esistenza della disposizione governativa : “Ai piedi del Monte Laureto v ’ha un largo spazio sulla campagna che volgarmente chiamano Casaburo. Quel luogo prende il nome da chi – ab antico – lo possedette, la famiglia Casaburo, proprietà passata poi senza titolo alle Monache. Ivi si aprono nel suolo tre grandi bocche, che mettono in una profondissima cava, la quale si protrae senza termine verso sud, vi si vede una linea di muro alzata a sostenere quasi la gran volta, che, oscura e piena di larghi crepacci pare voglia crollare ad ogni momento. E’ uniforme la tradizione di essere stata quella cava sepoltura ai nostri appestati… ”.  Non erano mai stati trovati resti umani, ora il consigliere Fabiano Amati ci dà notizia di alcuni ritrovamenti: “L’abbiamo chiamata Laurenzia, uccisa dalle peste del 1690 e ritrovata il 10 dicembre 2021. Io c’ero e ancora non riesco a crederci. Abbiamo ritrovato i resti mortali di una persona, un teschio, scendendo oggi nella ‘Grave degli appestati’ di Fasano, una grandissima cavità sotterranea.

Per tradizione si è sempre raccontato che in questa grandissima grotta furono seppelliti i morti della peste che colpì Fasano e i comuni limitrofi nel 1690-91. 

Nonostante il racconto e numerose ispezioni, mai nessuno era però risuscito a portare alla luce resti umani in grado di confermare i fatti, anche perché la grotta è stata utilizzata nei secoli per accumulare materiale raccolto dagli spietramenti. 

Oggi la probabile svolta e la possibilità, dopo accurate e necessarie verifiche, che il racconto per tradizione diventi storia. 

Sono sceso nella Grave con uno speologo e una troupe cinematografica che sta realizzando un docufilm su Dante e le cavità pugliesi, ed ecco la straordinaria scoperta. Un teschio. Non sappiamo, ovviamente, se di uomo o donna, ma siccome oggi si festeggia la Madonna di Loreto abbiamo pensato di chiamarla Laurenzia. 

Laurenzia, la donna di Fasano, uccisa dalla peste del 1690 e ritrovata il 10 dicembre 2021.

Una leggenda racconta che ogni sera dagli ingressi del crepaccio echeggino i lamenti di quelle anime intrappolate laggiù, che reclamano il riposo eterno. Mi piace pensare che da stasera riposeranno in pace, perché ci hanno finalmente fatto sapere. 


Grazie a Donato Mancini, proprietario della Grave, curioso come noi e sempre disponibile ad aprire con la sua amabile moglie la porta di casa, e grazie ai miei ‘compagni’ d’avventura Carlos Solito, Gianluca Selleri, Federico Passaro, Stefano Passaro e Christopher Solito”.

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