Ambiente Brindisi 

Xylella, tra gli esperti la Regione Puglia nomina Alessandra Miccoli, distintasi per essere una tenace oppositrice del taglio degli ulivi malati. Proteste bipartisan

Amati: “La nuova esperta sulla fitopatologia della Xylella, peraltro laureata in lettere, è stata protagonista di numerose proteste, a Torchiarolo e nella provincia di Brindisi, contestando tutti i piani di contenimento che, realizzati per tempo, avrebbero salvato la Puglia dalla distruzione prima e dall’avanzare del batterio poi”

PUGLIA - “Sulla vicenda xylella non posso scherzare, anche perché sono stato aggredito e minacciato per diversi anni. C‘è un territorio devastato sul piano economico e paesaggistico per colpa delle tesi negazioniste e complottiste e di chi ha dato loro credito, causando un irreparabile ritardo negli interventi. E la Regione Puglia che fa? Incarica una delle voci più forti di quelle proteste. Ho chiesto un’audizione in Commissione della nuova esperta e degli esperti del CTS, Boscia, Nigro, Savino, Cornara e Luisi, per capire se per caso abbiamo sbagliato tutto o per chiedere le dimissioni o la revoca dell’incarico della nominata”. 

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, che interviene a proposito della nomina di Alessandra Miccoli nel Comitato di esperti – 47 ad oggi – costituito dal presidente Michele Emiliano.

“La nuova esperta sulla fitopatologia della Xylella, peraltro laureata in lettere, è stata protagonista di numerose proteste, a Torchiarolo e nella provincia di Brindisi, contestando tutti i piani di contenimento che, realizzati per tempo, avrebbero salvato la Puglia dalla distruzione prima e dall’avanzare del batterio poi. La Miccoli in una intervista all’emittente locale Tg8 nel 2015 si vantava dell’effetto domino sul blocco degli abbattimenti ottenuto grazie agli innumerevoli ricorsi al Tar, in un passaggio criticava lo stesso Emiliano che oggi la premia con questo incarico. E lo criticava per aver egli invece sostenuto che per ogni opinione c’è bisogno di una prova scientifica a supporto. Un’ovvietà, che invece la Miccoli in quell’intervista definisce un’affermazione grave. Chiedeva un tavolo serio, in quell’occasione. Eppure in un’altra manifestazione organizzata a Torchiarolo il 4 ottobre 2015 anche dall’associazione Anta che lei rappresenta, su un lenzuolo steso davanti ai microfoni era stato scritto: ‘Eradicate anche noi, no alla mafia xylella’. Capito bene, mafia xylella. Ci hanno accusato di voler distruggere il paesaggio, mentre grazie alle loro proteste e al tempo che si è perso, quel paesaggio ad oggi non mi pare un paradiso terrestre. Ed è di 48 ore fa la notizia che, nella sola provincia di Lecce, sono definitivamente chiusi 97 frantoi (con ricadute anche per il relativo indotto economico) su 227 e la produzione di olio è scesa da oltre 20 milioni di chili a 3milioni 460 chili. Mi auguro – continua Amati – che la Miccoli, non laureata in Agraria, senta la necessità di dimettersi o che Emiliano le revochi l’incarico. Ma intanto ho chiesto la convocazione di  Alessandra Miccoli in audizione nella Commissione Agricoltura, affinché spieghi a consiglieri regionali, all’assessore Pentassuglia e al comitato tecnico scientifico, composto cioè da esperti veri da lui stesso nominati, dove abbiamo eventualmente sbagliato o dove ha sbagliato”.

Sulla vicenda interviene il gruppo regionale di Fratelli d’Italia (Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini, Francesco Ventola e il capogruppo Ignazio Zullo), che ha presentato un’interrogazione al presidente Michele Emiliano. 

“Per combattere la xylella, il 22 dicembre scorso, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Pentassuglia, si nominava un Comitato Tecnico Scientifico (CTS). Cinque persone di alto profilo tecnico-scientifico: i professori Donato Boscia, Daniele Cornara, Andrea Luvisi, Franco Nigro e Vito Nicola Savino. Ma quando in Puglia c’è un assessore che lavora seriamente puntualmente c’è Emiliano che con prepotenza, ci mette lo zampino per farlo inciampare, per rendere tutta la lotta alla Xylella meno credibile!

 

“Infatti, con atto monocratico (DPGR 281 del 26 agosto scorso) Emiliano ha integrato il Collegio degli Esperti al suo servizio – che non è dato sapere se dialoga con il CTS di Pentassuglia -  con la figura della prof.ssa Alessandra Miccoli distintasi per essere una tenace oppositrice del taglio degli ulivi malati, in piena contrapposizione con il Piano Silletti e con le tesi sostenute dalla comunità scientifica a cominciare proprio dai Boscia, Nigro e Savino (oggi componenti del CTS) che anche grazie alle tesi dei negazionisti – e quindi della Miccoli - sono stati ingiustamente indagati, insieme al generale Silletti dalla Procura di Lecce, per accuse che poi si sono rivelate infondate.

 

“Ma come possono convivere i cinque saggi del CTS di Pentassuglia con un Collegio di Esperti di Emiliano dove è presente una negazionista delle tesi della Comunità Scientifica?

Una domanda alla quale possono rispondere solo Emiliano e Pentassuglia. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione con la quale poniamo delle domande ad entrambi:

 

1)         Perché è stata nominata una professionalità che si è distinta per convinzioni nettamente opposte alle evidenze scientifiche, su cui si fonda la professionalità di componenti del CTS la cui costituzione è avvenuta con atto collegiale su proposta dell’Assessore? C’è discordanza tra Presidente e Assessore?

2)         L’esperta Miccoli pu? essere un elemento destabilizzante nella lotta alla Xylella, adducendo e trasmettendo al Presidente Emiliano convinzioni in contrapposizione e in conflitto con gli indirizzi scientifici che il CTS fornisce all’Assessore, mettendo quest’ultimo in difficoltà nel condurre un’efficace azione di contrasto all’avanzare della Xylella?

3)         Immettere in ruoli cos? delicati convinzioni negazionistiche non pu? essere mortificante ed evocativo di dolorosi ricordi per chi ha subito il torto di un’ingiusta indagine e di una gogna mediatica tra gli applausi dei negazionisti?”


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